Patate nel fieno

24 Lug

Eccomi finalmente con foto e dettagli sul sistema, sperimentato per anni (con estremo successo) in Inghilterra, delle patate coltivate sopra la terra e sotto il fieno.

Dettagli
Varieta’ usate: ‘Red Duke of York‘ e ‘Charlotte‘ – due varieta’ a maturazione precoce, importate dall’Inghilterra.

Non abbiamo usato varieta’ locali perche’ sono tutte molto suscettibili alla peronospora. Sono inoltre patate a maturazione tardiva mentre una delle strategie di maggiore successo per fronteggiare la peronospora e’ quella di seminare varietà precoci che, in caso di peronospora, si raccolgono non appena si manifestano i primi segni sulle foglie.

Data di semina: 4 aprile 2014
Data di raccolta: 4 e 11 luglio 2014 (anticipata a causa della peronospora)

Nota: nella nostra zona la semina delle patate si fa’ generalmente inizi/meta’ maggio e la raccolta a settembre/ottobre.

 

Cosa abbiamo fatto
Estate 2013: Scelta l’area, abbiamo tagliato l’erba e pacciamato con fieno, tenuto per 8 mesi, dal luglio dell’anno scorso a marzo di quest’anno. La terra non e’ stata toccata. Nessuna areazione del suolo e nessuna vangatura e’ stata effettuata.

Primavera 2014: Le patate da semina sono arrivate in condizioni pessime, pregermogliate e con germogli lunghissimi, secchi o spezzati. Di norma le pregermogliamo (volutamente) in un luogo fresco e luminoso …. ma pregermogliate al buio, come e’ accaduto quest’anno, diventano un problema. Sono state comunque tenute al fresco ed alla luce indiretta per qualche settimana. Non contavo sarebbero ‘rinate’.

Come si sono allungate al buio....

Come si sono allungate al buio….

A marzo abbiamo spostato la pacciamatura, fatto i bordi del letto, areato il suolo con la forca ed aggiunto in superficie del compost.

Preparazione letto delle patate

Come si e’ presentata la terra una volta tolta la pacciamatura in primavera

Abbiamo poi posizionato le patate sopra il compost e rimesso la pacciamatura, per uno strato di almeno 25 cm.

Posizionamento delle patate

Posizionamento delle patate

Pacciamatura delle patate

Copertura con fieno compostato

E voila' .... letto fatto!

Et voila’ …. letto fatto!

Abbiamo aggiunto altro fieno durante la crescita, in modo da mantenere le patate ben coperte e protette dalla luce.

 

Clima
La semina delle patate viene fatta generalmente a maggio per un motivo: freddo, gelo e neve spesso e volentieri persistono per buona parte della primavera. E cosi’ e’ stato quest’anno.

 

Crescita mese per mese

Le prime foglie (10 maggio)

Le prime foglie (10 maggio)

... al 31 maggio

… al 31 maggio

... 11 giugno

… 11 giugno

... 24 giugno

… 24 giugno

Anche se protette dalla pacciamatura, le patate hanno sicuramente sofferto a causa del gelo e della neve. Nonostante le avversita’ pero’ siamo riusciti lo stesso ad avere una raccolta.

Problemi

Non solo freddo e neve. A giugno/luglio, immancabile, ha colpito la pernospora. La varieta’ ‘Red Duke of York’, maturata molto velocemente, si e’ rivelata piu’ suscettibile della ‘Charlotte’. La raccolta della Red Duke e’ stata povera. La ‘Charlotte’ invece e’ andata molto meglio.  …

E per fortuna che quest’anno la dorifora non e’ stata un problema ….!

Peronospora (4 luglio)

Peronospora (4 luglio)

 

Resa
Purtroppo non ho dati precisi sul quantitativo raccolto. La pezzatura delle ‘Charlotte’, considerando che la raccolta e’ stata effettuata solo dopo tre mesi, e’ stata comunque eccezionale.

Patate sotto il fieno

Raccolta anticipata delle patate Red Duke of York a causa della peronospora (4 luglio)

Patate Charlotte

Patate Charlotte

 

Riflessioni
Considerato che le patate non sono state mai ne’ annaffiate ne’ trattate, considerato tutte le avversita’ (semi poco idonei, una varieta’ non adatta, clima inizialmente sfavorevole, e peronospora) e considerato che, con questo sistema, siamo comunque riusciti ad ottenere una raccolta – laddove i locali invece il piu’ delle volte falliscono totalmente (e sembra che anche quest’anno non riusciranno a fare nessuna raccolta), siamo decisamente soddisfatti.

La sorpresa e meraviglia dei vicini e conoscenti, allibiti anche dalla pezzatura delle patate, ci e’ bastata come indicatore di successo dell’esperimento, che sicuramente si ripetera’.

Non solo. Questo e’ un sistema ottimo per ottenere, a fine raccolta, con il minimo sforzo, un bel bancale rialzato, fertile e privo di erbe indesiderate. La qualita’ del suolo da estremamente povero e’ diventata eccezionale. Solo per questo motivo vale la pena coltivare le patate sotto pacciamatura … almeno da queste parti!

L'orto a luglio

L’orto a luglio. L’ex letto delle patate e’ il primo a sinistra, seminato di recente ed ancora non pacciamato.

 

13 Risposte to “Patate nel fieno”

  1. Nadia 25 luglio 2014 a 11:05 #

    Davvero bello vedere che con i vostri metodi riuscite laddove i locali hanno avuto problemi! E’ anche un buon insegnamento per loro, un arricchimento culturale (e colturale). Bene, credo che tenterò anch’io, ma vorrei sapere se è necessario mantenere il terreno coperto da fieno oppure se si può sostituire con paglia (o buone disponibilità di quest’ultima), anche se sospetto che il fieno sia necessario perché si decompone meglio …. fammi sapere se puoi, grazie e ancora complimenti!

    • Laura 3 agosto 2014 a 19:17 #

      Cara Nadia,
      Puoi certamente usare la paglia …. anzi io personalmente la preferisco! Uso il fieno solo perche’ ce l’ho gratis🙂
      Fammi sapere come va’.
      A presto!

  2. alberto popi 9 agosto 2014 a 16:00 #

    Laura, quando dici 25 centimetri di pacciamatura intendi pigiata o soffice, perché i miei letti si sono inerbiti, ho sbagliato e vorrei correggere, oppure non ho capito il momento di ripacciamare! Guardando i lavori che fate, mi entusiasma e stimola veramente tanto anche se sono settantaseienne. Apro il vostro blog più volte al giorno per leggere più volte gli articoli. Grazie di tutto e complimenti.

    • Laura 13 agosto 2014 a 12:20 #

      Caro Alberto,
      i 25 centimetri sarebbero di pacciamatura compatta e non fresca ma semi-compostata. Se usi per esempio erba semi-fresca (seccata per un giorno) devi tenere conto che quando si composta diminuisce di volume, quindi devi usare molto di più di 25 cm di spessore. Se usi invece fieno o paglia, questi vanno un po’ pigiati. L’idea e’ quella di non far prendere luce ai tuberi. Nel dubbio, e’ meglio usare uno strato spesso.

      Erba o non erba, se alla raccolta le patate non sono diventate verdi vuol dire che lo strato che hai usato e’ giusto.

      Per risolvere il problema dell’inerbimento invece puo’ essere o che hai usato del fieno pieno di semi (nel qual caso non compete con le patate ma, se ti da’ fastidio, si puo’ risolvere procurandosi le balle di fieno l’anno prima e tendendole all’aperto, di modo che i semi germinano oppure marciscono) oppure il suolo non e’ stato ‘preparato’ bene (vedi la foto nell’articolo – abbiamo tenuto pacciamato pesantemente per molto mesi).

      Fammi sapere se non e’ chiaro. Nel frattempo grazie ancora una volta dei complimenti e … complimenti per l’eta’ e per l’entusiasmo che traspare nel provare cose nuove!🙂

  3. Carlo 6 novembre 2014 a 07:46 #

    Ciao, innanzitutto grazie mille per la condivisione e presentazione di questi metodi. Vorrei provare a far crescere le patate in questo modo su un’aiuola abbastanza grande (1,5 mt x 80 mt circa). Ho cominciato in ritardo in questi giorni a prepararla, al momento sono riuscito ad accumulare solo sfalcio fresco (verde). Credi che il tempo sino a primavera sia comunque sufficiente per rendere il terreno pronto? Lo sfalcio puo’ andare bene per la prima fase di pacciamatura (sino a primavera appunto) oppure credi sia comunque meglio aggiungere sopra materiale secco ricco di carbonio (segatura, foglie secche ecc.)? Hai qualche suggerimento per la consociazione con le patate, io a parte il rafano non ho trovato altro.

    • Laura 11 novembre 2014 a 13:35 #

      Caro Carlo, come materiale pacciamante lo sfalcio fresco/semi-fresco e’ di per se’ sufficiente. Se andrà bene fino a primavera dipende dalla quantità che usi/spessore della pacciamatura, dal tipo di erbacee che hai sotto la pacciamatura, dalla loro velocità di crescita, che dipende dal clima in cui vivi. In generale, più materiale usi e meglio e’. Non puoi sbagliare. Puoi aggiungere materiale anche poco alla volta, ai primi segnali di crescita delle erbacee (senza aspettare troppo). Tieni conto che pero’ che piu’ importante della ‘preparazione’ del terreno e’ la copertura delle patate con uno strato di materiale sufficiente a bloccare tutta la luce durante la loro crescita. Le patate possono anche crescere sopra un cartone messo direttamente sopra il manto erboso in primavera, senza una vera preparazione del suolo in autunno/inverno. Altra cosa, la terra la puoi anche tenere pacciamata durante l’inverno/primavera con dei teli neri traspiranti.

      Riguardo consociazioni con le patate, personalmente non ne faccio. Avevo provato in Inghilterra a consociarli al cavolo nero ed altri cavoli, ma non mi e’ sembrato valga la pena. Se non hai troppe limacce in zona puoi provare a seminare i fagiolini nani, che dicono proteggano le patate dalla dorifora (se ti serve questa funzione da parte dei fagiolini …). Fammi sapere come va’ e se hai altre domande.🙂

      • Carlo 23 novembre 2014 a 14:24 #

        Ciao e grazie mille per la precisa risposta!
        Per quanto riguarda lo strato di copertura per l’inverno: lo strato di sfalcio che avevo preparato (e che mi pareva già sufficiente, fra i 5 e 10 cm circa) si è dimostrato troppo poco, vista l’abbondanza di pioggie e la temperatura mite di queste scorse settimane (abito a nord-est) le erbe del prato sottostante (soprattutto il tarassaco) me lo hanno allegramente trapassato, ho dovuto quindi stendere un altro strato, questa volta di fieno che il vicino mi ha regalato in quanto per lui vecchio e inutilizzabile. Bello pieno di semi, spero di non aver importato altro grattacapi. Non vorrei usare cartone o teli di plastica o bioderadabili, se posso evitarlo.
        Per il dopo semina: vorrei ricoprire le patate post semina con la lettiera delle caprette parzialmente compostata, certo che per fare uno strato spesso serve parecchia massa, non so se sarà sufficiente quella che ho a disposizione, vedremo cos’altro potrò trovare.
        Quello dove cresceranno le patate è un puro prato, quindi credo che ce l’avrò parecchio dura per dominare le varie lingua di vacca, menta selvatica, tarassaco, piantaggine oltre a quelle che non conosco, che sono bellissime ed alcune pure buone per gli erbivori ma hanno tutto lo spazio necessario per svilupparsi a fianco.
        Per quanto riguarda i fagiolini come consociazione: la dorifera l’anno scorso non è stata un problema ma credo sia una cosa stagionale, cioè temo che la prossima estate sarà ben presente, quindi tengo per buono il consiglio. Il problema che però mi si pone pressantemente è quello delle limacce che mi “falciano” tutto, se semino fagiolini non fanno neanche in tempo a crescere, sarò costretto a trapiantare a mille. Oltretutto con la pacciamatura pesante per loro è un paradiso, hai mica qualche consiglio per limitarne i danni? Ho già letto (e provato) di trappole alla birra, di famiglie di ricci me ne servirebbero colonie, eheh, e non ho intenzione di usare lumachicidi (bio o non), se resisto.
        (se vuoi la parte seguente non la pubblicare)
        In realtà l'”aioula” delle patate dovrebbe sorgere a fianco dell’orto vero e proprio, che vorrei fare di almeno 1000 mq e più. Tralasciando al momento le mie paure sul riuscire effettivamente a gestire una dimensione del genere, ho intenzione di utilizzare il cippato di ramaglie fresche (conoscuiuto anche come brf nei paesi francofoni) per la preprazione del terreno, ne hai mai sentito parlare o visto qualcuno impiegarlo (creando un vero e proprio strato sul terreno e non solo come pacciamatura)? In caso hai qualche consiglio pratico o esempi per il design o le consocizioni? Te lo chiedo come dire “senza impegno”, solo nella fortunata eventualità che tu conosca qualcuno che lo utilizza e mi possa dare qualche buon consiglio.
        Grazie mille ancora per tutto!
        Carlo

  4. Laura 24 novembre 2014 a 09:29 #

    Caro Carlo,
    E si, 5-10 cm di sfalcio sono decisamente molto ma molto pochi (leggi anche la mia risposta data ad Alberto). Il segreto del successo di questa ‘tecnica’ e’ quello di usare più materiale possibile, non solo per bloccare le erbe sottostanti (che … alla fine … a dire il vero …. non e’ che competono molto con le patate …) ma quello di avere materiale sufficiente per bloccare la luce. Se le patate non sono coperte bene diventano verdi, cioè tossiche (non le puoi mangiare ma le puoi sempre usare come semi per il prossimo anno, quindi nulla e’ perduto!!).

    Se sei davvero preoccupato per la quantità che hai/avrai a disposizione, io al posto tuo ridimensionerei il tutto. La striscia mi dici che sara’ 1.5m x 80m. A me sembra tantissimo. Io ridurrei l’area. Meglio fare una striscia più corta ma farla bene piuttosto che una grande ma che ti da’ grattacapi o che magari ha il rischio che non ti riesce bene ….

    Se il materiale pacciamante e’ nello spessore giusto (il che vuol dire … più ne metti e meglio e’) anche il potenziale problema di usare fieno con semi si ridimensiona. Se anche dei semi dovessero germinare le pianticelle saranno infatti facilissime da estirpare e se lo strato e’ alto e bello umido a poco a poco i semi marciranno.

    Per quel che riguarda il CIPPATO non so’ se hai dato una occhiata all’orto che avevamo a Londra. Vai in ricerca con la parola ‘cippato’. Li avevamo la fortuna di avere cippato a volontà che usavamo con incredibile successo intorno agli alberi, arbusti, fragole e lamponi. Lo usavamo anche sui sentieri e se non sbaglio ho pubblicato una foto di come era diventata la terra sotto …. si era creato un suolo da foresta!!! Meraviglioso. Ho anche pubblicato un articolo di un tipo americano (un po’ strano…) che usa il cippato per creare suolo nell’orto, anche lui con estremo successo.

    Non ho quindi esperienza diretta del cippato come copertura nell’orto ma posso dirti con tutta sicurezza, avendolo usato comunque per diversi anni, alcune cose. Prima di tutto le due regole che ho imparato:

    1) NON LO DEVI MISCHIARE nella terra (IMPORTANTISSIMO!!) perche’ nella terra non si decompone bene, ti ‘ruba’ il nitrogeno e ti cambia il pH del suolo. Tutto questo non succede se rimane in superficie. Usalo senza timori, e’ fenomenale e a poco a poco si trasformerà in un suolo meraviglioso e pieno di vermi.

    2) Devi usare uno strato abbondante per ottenere un buon effetto, ovvero se vuoi davvero creare suolo e vuoi sopprimere l’erba.

    Mi immagino diverso scenari, dando per sottinteso che nel tuo caso l’area che vuoi fare a orto e’ ‘vergine’:

    – tosi l’erba, metti il cippato in uno strato di 30 cm MINIMO e lo lasci così per almeno un anno. Puo’ darsi che anche durante il primo anno potrai coltivare patate nel cippato, per esempio, ma non posso garantire che non avranno carenze nutritive. Le erbe sottostanti moriranno per la maggior parte, il cippato diventerà compost e potrai coltivare dentro questo strato una varietà di piante nell’anno successivo;

    – tosi l’erba, copri l’area con cartoni con gli angoli ben sovrapposti (lo so’ che non li vuoi usare …) e sopra usi il cippato in uno strato di 10-15 cm. Questo ti permetterà di usare meno cippato, ottenere lo stesso effetto di sopprimere le erbe, creare suolo ed in questo modo puoi anche trapiantare subito delle pianticelle, facendo attenzione che le trapianti nel suolo e NON nel cippato (puoi anche aggiungere del compost nel buco dove trapianti). Fai ricerche sulla tecnica dello sheet mulching (orto lasagna);

    – vanghi delle strisce/letti a poco a poco negli anni, solo una volta, per pulire un po’ ed aerare il suolo, ed usi il cippato come pacciamatura (almeno 10cm). Qui puoi anche fare semine dirette e trapiantare con tranquillità nel primo anno, mentre le restanti aree sono tenute a riposo.

    Mi immagino che si possono usare tutti questi tre scenari anche in parallelo ….🙂

    Riguardo le LIMACCE … una potenziale buona notizia: da mia esperienza il cippato non le attira … anzi. A Londra non ne trovavo mai sotto il cippato!

    Riguardo le PATATE e le LIMACCE …. le amano … ma a Londra avevo notato che le varietà con la buccia rossa non venivano attaccate!!! (Idem per le insalate rosse!). Strano ma verissimo!!!

    Chiudo qui il romanzo. Fammi sapere se hai altre domande🙂

    A presto.
    Laura

    • Carlo 28 novembre 2014 a 14:30 #

      Ciao e grazie ancora per tutti gli input! Adoro i romanzi a puntate (solo spero di non finire troppo OT).
      Dunque, provo a fare un po’ d’ordine poiche mi sono probabilmente spiegato male. La mia idea è quella di tenere un orto di circa mille metri quadri, partendo da una situazione di prato precedentemente utilizzato per fienagione. Per evitare di rivoltare e rimuovere tutti i sassi (ed anche per altri motivi quali miglioramento del suolo, minore dispersione dell’acqua, ecc) ho deciso di utilizzare il cippato, così come descritto nel libro “L’orto senz’acqua” (e leggendo anche “Il cippato in agricoltura”). Questo metodo prevede uno iniziale “spargimento” di cippato sul terreno in uno strato di 3-5 cm e dopo qualche mese una sua incorporazione nel suolo. Il tipo di cippato usato ha determinate caratteristiche (in breve: triturato ed immediatamente sparso, rami non superiori a 7 cm, no conifere-qualche materiale si trova qui: http://www.quarantina.it/index.php?option=com_content&view=article&id=75&Itemid=80). Io ho dunque cominciato a falciare questi 1000 metri per poi spargere il cippato e con lo sfalcio ho deciso di creare una “aiuola” per le patate seguendo le tue indicazioni.
      Ora, a proposito di alcune tue osservazioni.
      Credo che spargerò alla fine 6 cm di strato di cippato sul terreno (il più falciato possibile), di più proprio non credo. Innanzitutto per le quantità di cippato: settimana prossima se tutto va bene mi fanno una prima consegna e saranno 30 metri cubi per i primi 500 mq. E purtroppo gratis non me li consegnano, anzi😦 Il momento dovrebbe essere il migliore per riuscire ad avere un effetto “asfissiante” sulle erbe sottostanti in quanto con l’arrivo del freddo dovrebbero rallentare la crescita.
      L’anno scorso ho fatto un paio di aiuole a lasagna e per l’ultimo strato superficiale ho usato appunto cippato e purtroppo le limacce si ci sono trovate benissimo, ne ho uccise a mano a milioni credo, quindi purtroppo fatico a credere che non me le ritroverò anche su questa parcella. Magari! Inoltre avevo anche considerato l’idea di utilizzare le aiule a lasagna per quest’orto ma la difficoltà ad accumulare biomasse (soprattutto per lo strato di terra-compost) e la poca voglia di andare a recuperare decine di cartoni dai container mi ha indirizzato verso il cippato.
      Per quanto riguarda la fame d’azoto, spargendo ora il cippato e attendendo sino a primavera (con l’incorporazione come unica altra lavorazione) in teoria essa si dovrebbe essere riequlibrata. Anch’io ho però paura di doverla affrontare invece per un periodo più lungo e quindi ho imagginato di utilizzare filari di leguminose (soprattutto fagiolini nani più dei piselli, che ho visto trovarsi bene qui ed essere piuttosto resistenti alla peronospera) come intercalare fra le varie colture. Se hai qualche bella idea per le consociazioni scrivene pure, apprezzerò di sicuro ogni consiglio. Inoltre sto lasciando qualche pianta di erba medica in modo che spunti dal cippato e rilasci anch’essa azoto.
      L’aiuola delle patate: ho capito che lo strato deve essere veramente alto e lo sto man mano aumentando, quindi spero di riuscire ad arrivare a primavera con ancora sufficiente materiale per la successiva pacciamatura. Cercherò inoltre le patate a buccia rossa e ti ringrazio molto per questo consiglio rallenta limacce.
      Mi fermo qui col mio romanzo e se non ti secca proverò ad aggiornarti sul successo o meno delle varie idee.
      Grazie ancora!

      • Carlo 30 novembre 2014 a 17:35 #

        Solo per correggere il titolo di uno dei libri sul cippato, che è “Coltivare col cippato” (e non “Il cippato in agricoltura”).

      • Laura 20 dicembre 2014 a 13:17 #

        Bene, fammi sapere come va! Una cosa volevo dirti. Le limacce nel tuo orto a lasagna te le sei ritrovate sicuramente per il fatto che hai usato il cartone, non tanto per via del cippato. Da mia esperienza il cippato non le attira, il cartone al 1000% si!!! Senza eccezioni. Io starei in guardia al massimo per il cumulo delle patate, dove anche con il cippato hanno spazio per nascondersi, visto che questo sara’ spesso. Nell’orto secondo me ci sono meno rischi, visto che sara’ piu’ sottile e che lo incorporerai nel suolo (a proposito….io magari lo incorporerei solo in una parte dell’orto, come prova….il cippato, anche con le caratteristiche che mi dici tu, impiega piu’ di qualche mese a decomporsi, visto che e’ per la maggior parte lignina, e mischiarlo non totalmente decomposto….non so’…non ho pero’ letto i libri che hai menzionato quindi sono pronta ad ascoltare la tua esperienza…). Tornando alle limacce invece, dipende anche da quante ce ne sono e, soprattutto, da quanti nascondigli hai nell’orto (pietre, muretti, ecc) considerando che di notte quando escono … ne possono fare di strada!! Fammi sapere!

  5. Rossi Orto Magico Ugo 23 gennaio 2016 a 18:14 #

    Grazie per l’articolo e per i commenti, veramente interessanti, gradirei sapere l’orto a che latitudine e a che altezza sul livello del mare si trova. (va bene anche il comune ove è ubicato)

    • Laura 24 gennaio 2016 a 08:38 #

      Siamo in transilvania, romania, contea di harghita. Il paese si chiama varsag, nel comune di odorheiu secuiesc. L’orto e’ a ca 900m slm e ci troviamo sul 46imo grado di latitudine.🙂

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