Tag Archives: orto

Design, tecniche di coltivazione e colture (1)

25 Mar

“Che bello che avete un orto. Quanto e’ grande? Cosa coltivate?”. E’ la domanda di rito che tutti mi fanno quando dico che abbiamo una parcella di terra. E la risposta di rito per tutti, senza eccezioni, e’ una balbettatura iniziale e un vago “…mah, coltiviamo di tutto…”, seguito da una lista mooolto approssimativa. Forse e’ la paura di annoiare il mio interlocutore, che magari non e’ poi cosi’ interessato al giardinaggio, ed ancor meno di sentir parlare di permacultura, non lo so’, … anche se immagino che di curiosita’ ce ne sia tanta visto che l’orto si trova a Londra e che i climi non sono certo mediterranei. E cosi’ ho pensato di scrivere un articolo sul tema, cosi’ da rimandare coloro che sono interessati ad una risposta sensata a queste pagine, viste le mie scarse capacita’ di comunicazione orale! 🙂

Quindi, dopo l’articolo ‘Storie orticole (2008-2011)‘ eccomi con altri dettagli (divisi in tre parti).

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Coltivare i nuovi ortaggi orientali: introduzione alle brassiche

20 Mar

In Inghilterra sono sempre di piu’ gli orticoltori che hanno iniziato ad apprezzare gli ortaggi cosiddetti orientali. Etichettarli come ‘orientali’ da’ l’idea di coltivazioni esotiche, strane, sperimentali, difficili da coltivare. Niente di piu’ sbagliato. Riflettiamo un po’ sul fatto che alcuni ortaggi comunemente coltivati, come il ravanello, la melanzana e l’aglio (cosi’ come tanta frutta oramai considerata ‘autoctona’), sono invece originari dell’antica Cina o dell’ Asia Centrale, quindi altrettanto … ‘orientali’.

E’ indubbio che i sapori di alcuni di questi – chiamiamoli quindi ‘nuovi’ – ortaggi orientali, sono un po’ diversi da quanto siamo abituati: alcuni, come il daikon, risultano piu’ piccanti e speziati dei normali ravanelli per esempio. Tanti pero’, come le verdure appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae o le zucche giapponesi, offrono sapori raffinati e delicati (le brassiche) oppure intensi e zuccherini (le zucche) ed offrono numerosi vantaggi, sia nell’orto che in cucina. 

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Febbraio nell’orto

28 Feb

Iniziano i lavori finalmente! Abbiamo messo su un ‘summerhouse’ (nella foto sotto, in un angolo del nostro orto…si, quello con tutte le vetrate!) che dei vicini di allotment ci hanno molto gentilmente regalato. E’ davvero splendido e lo stiamo usando per il momento come serra per germinare (in via sperimentale!) dei semi di insalata, porri, peperoncini piccanti e cipolline …. e per ripararci dalle intemperie londinesi! Continua a leggere

Le cime di piselli

19 Feb

E’ sicuramente la mia verdura preferita nei ristoranti cinesi, anche se spesso difficile da trovare. In Asia si coltivano da sempre e qui vengono venduti nei supermercati come prelibatezza. Muoio dalla voglia di coltivarli! Sono i ‘pea shoots’, ovvero le cime e le foglie giovani delle piante di piselli, raccolte quando la pianta ha raggiunto i  15-25 cm di altezza. Una prelibatezza anche e soprattutto in Cina (in cinese si chiamano ‘doumiao’): hanno un sapore delicato ed aromatico, molto primaverile. Una vera bonta’!! Continua a leggere

Le varieta’ migliori del mio orto (2)

17 Gen

Dopo aver esplorato, nella prima parte di questo articolo, le varieta’ che considero migliori (alla data odierna) di barbabietola, pomodori, cavolo rapa, zucche e zucchine, eccovi altre varieta’ di cui mi sento soddisfatta. 

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Le varieta’ migliori del mio orto (1)

28 Dic

Lo ammetto, sono ossessionata. Ogni fine anno sfoglio e risfoglio decine di cataloghi di ditte di sementi alla ricerca di varieta’ che non ho mai provato. Vado su internet, leggo libri, riviste di giardinaggio, blogs…tutto alla ricerca di varieta’ (tradizionali, antiche, strettamente non ibride F1) da sperimentare. Trovo cosi’ noioso coltivare le varieta’ piu’ comuni, … e mortale coltivare solo una varieta’ di ortaggi, per esempio solo un tipo di fagioli!

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Coltivare i fagioli di Spagna

11 Dic

Approfitto di queste (cortissime!) giornate invernali per scrivere una serie sulla coltivazione di verdure un po’ meno diffuse in Italia, ma molto conosciute in Inghilterra, come i fagioli di Spagna, il cavolo rapa, le verdure orientali, l’acetosa, le cime dei piselli mangiatutto (coltivati alla cinese per il piatto ‘dou miao’, in inglese sono gli ‘snow pea shoots’ ).

Iniziamo con i fagioli di Spagna. I fagioli di Spagna (Phaseolus coccineus), chiamati ‘runner beans’ in inglese, fanno parte di una specie diversa dai fagioli comuni (Phaseolus vulgaris). Sono tra le piante piu’ presenti negli orti inglesi non solo per la facilita’ di coltivazione e per l’abbondantissimo raccolto che offrono, ma anche perche’ sono semplicemente delle belle piante! La pianta e’ infatti molto decorativa e, originaria dell’America Centrale, venne introdotta in Europa proprio per le sue qualita’ ornamentali. E’ considerata la pianta di fagioli per eccellenza in Inghilterra.   

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La permacultura di Toby e Geoff

3 Nov

Ho appena terminato di leggere il libro “Gaia’s Garden – A guide to home-scale permaculture” di Toby Hemenway. Gia’ dopo le prime pagine sapevo sarebbe diventato uno dei miei libri di permacultura preferiti (dopo Fukuoka e la sua Rivoluzione del filo di paglia – of course!).  Toby scrive in maniera molto accattivante e chiara ed espone con semplicita’ e sistematicita’ i principi di permacultura. Un gran bel libro, molto ‘inspiring’.   Anche questo suo seminario su Youtube e’ interessante e fa’ riflettere: “Come la permacultura puo’ salvare l’umanita’ e la terra, ma non la civilizzazione”.

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Storie orticole (2008-2011)

26 Ago

E’ ora di presentare il mio orto. In questi quattro anni ho imparato moltissime cose, spesso dopo sbagli piu’ o meno madornali. Sepp Holzer, il coltivatore austriaco con la fattoria di permacultura piu’ grande ed ambiziosa d’europa, dice che – per trovare soluzioni ai problemi che incontra – si immagina al posto della pianta o animale che sia.  Beh, lo faccio anche io, lo ammetto, anche se non sempre mi riesce bene! Sara’ per via dei miei geni italiani. Mi spiego meglio. Mi sono chiesta, l’altro giorno, se – da pianta – mi piacerebbe crescere nel mio orto. Cosi’, in generale. La risposta e’ stata Continua a leggere

Permacultura e sinergia

23 Ago

La Permacultura e’ la progettazione di un insediamento umano dove piante, animali e uomo lavorano in sinergia e mutuo beneficio. Sviluppata da Bill Mollison e David Holmgren nel 1978 in Australia, la permacultura si propone di creare un modello di agricoltura permanente (permanent agriculture) dove l’ insediamento umano imita l’ecosistema naturale: ovvero la creazione di un sistema produttivo durabile nel tempo, sostenibile in termini di risorse ed in grado di automantenersi.  Un sistema che non crea distruzione e impoverimento ma, al contrario, arricchisce la terra. Cio’ puo’ diventare possible solo se principi etici, e non strettamente economici, diventano la base del nostro modo di relazionarci con essa; solo se intelligenza e consapevolezza delle conseguenze che ogni nostra azione ha sull’ecosistema hanno il sopravvento su avidita’ e ignoranza.

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Allotments in Inghilterra

21 Ago

Gran cosa gli allotments in Inghilterra. Sono parcelle di terra date in affitto dai boroughs (ovvero distretti comunali) a gruppi/associazioni formate da cittadini, spesso residenti locali.  Chiunque puo’ fare domanda di ricevere un pezzo di terra, che puo’ variare dai 50 ai 400mq: basta rivolgersi alla segreteria dell’ associazione prescelta, scegliere un plot tra quelli disponibili, pagare l’affitto annuo e via….si zappa! I costi di affitto sono irrisori (noi paghiamo £50 all’anno) e, nel nostro allotment, includono l’ uso di diverse cisterne d’acqua sparse qua’ e la’, concime animale (abbiamo la cacca dei cavalli della regina!!!!), cippato di legni (che usiamo per fare i sentieri). Ci sono delle regole da rispettare relative all’uso dell’acqua – niente pompe o tubi, ma si annaffia solo con innaffiatoi, dei fuochi – solo dopo il tramonto, dei prodotti che non si devono vendere, insieme ad altre piccole regole di ‘buon vicinato’. E’ persino un diritto di ogni cittadino, con tanto di legge, disporre di un pezzo di terra da coltivare. O meglio, la legge richiede ad ogni autorita’ locale di mantenere una adequata area di verde, che poi deve essere suddivisa in orti da dare in affitto a basso costo ai residenti (1908 Small Holdings & Allotments Act). Semplice? Non proprio.

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