Tag Archives: design

Permacultura in Transilvania – fase 2: primi successi e fallimenti

24 Ott

Due mesi senza scrivere un articolo: forse ho davvero il blocco del bloggatore! Il fatto e’ che, negli ultimi mesi, tra raccolte estive ed autunnali, conserve varie e tra le ore spese a discutere il design del nuovo progetto in campagna, a (provare) ad implementarlo, insieme al tempo dedicato alla sua gestione … facendo spesso avanti e indietro … insomma: tempo per scrivere il blog = zero!

Eccovi comunque un breve aggiornamento e qualche foto sui progressi in campagna.

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Piccoli trucchi di primavera

31 Mag

Vorrei far parlare soltanto le foto … che pero’ non rendono bene l’idea, non trasmettono l’abbondanza – nonostante il clima, nonostante il suolo, nonostante le avversità a due, quattro o piu’ zampe. Ogni tanto sparisce un’ insalata od una barbabietola, opera delle numerosissime larve di maggiolino, che da queste parti sono un serio problema (lo scorso anno e’ stata l’ultima fase del ciclo di riproduzione e ad aprile abbiamo avuto giorni in cui era impossibile uscire al tramonto, causa vere e proprie invasioni apocalittiche di maggiolini in volo!).  Ma non mi preoccupo troppo. Posso dire con certezza che, non solo se paragonato alle terre della zona, ma anche con quelle più a valle (dove il clima e’ un po’ più mite), il nostro orto e’ in anticipo (come minimo) di 2-3 settimane. Non solo. Tutto sembra crescere rigoglioso e più’ o meno sano.

Non si tratta di sola fortuna, ma anche di cura, attenzione … e di alcuni piccoli trucchetti. Sperimentare e’ la parola chiave. Non tutto funziona ovunque. Osservate il clima, il suolo e la fauna (sopra e sotto terra), valutate i problemi … e le soluzioni sono sicuramente dietro l’angolo!

Questi i problemi del mio orto in primavera, seguiti dalle soluzioni che ho trovato: Continua a leggere

Qualche idea per l’orto-giardino

3 Mar

In questi giorni di completo ozio (mi trovo ancora a Londra…) bazzico la rete ancora più accanitamente alla ricerca di video ed idee interessanti. Ahime’ pero’ trovare pezzi originali, video od articoli che siano, che valga la pena rigirare in rete, mi riesce sempre più’ difficile … Che stia diventando un po’ troppo selettiva?  Mah.

Ecco una selezione di pezzi che al momento mi stanno facendo riflettere (o sognare ad occhi aperti). Per il momento, infatti, sognare e’ tutto quello che posso fare …. 😦

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Bancali, funghi e nuovi orti

28 Gen

Dopo un autunno pieno di sorprese (gelo e neve hanno infatti fatto capolino, inaspettatamente, gia’ a  fine settembre!), tanti sono i piani per il nuovo anno e la lontananza fisica dai nostri due progetti ci sta’ probabilmente rendendo ancora piu’ spavaldi, fantasiosi … e certamente piu’ smaniosi di iniziare! Si, perche’ a fine novembre abbiamo lasciato quella terra transilvana che abbiamo documentato con tanta passione per andare a riabbracciare l’asfalto londinese. Non per molto pero’, ancora qualche settimana e si riparte!!

Novembre in Transilvania

Novembre in Transilvania

Ma torniamo ai nostri piani. Questo (in breve) quello che abbiamo in mente per quest’anno per il nostro piccolo progetto in zona sub-alpina (a Varsag) e per il nuovo mezzo ettaro di terra in campagna (progetto battezzato temporaneamente col nome ‘Arcadia’).

Prendetelo pure come un assaggio di quello che vedrete quest’anno! 🙂

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Permacultura in Transilvania – fase 1: design, swales e primi alberi

28 Ott

25 settembre 2013 – data di inzio dei lavori per il nuovo progetto di permacultura in Transilvania. Questo il design, che sono sicura cambiera’ un pochetto mano a mano che otterremo feedback dal sistema.

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I fiori nell’orto

8 Ott

I fiori rivestono un ruolo fondamentale nel mio orto, e non si tratta di un semplice capriccio estetico. La presenza di alcune piante in fiore, coltivate fianco a fianco a verdure annuali, alberi ed arbusti, apporta numerosi benefici, primo fra tutti quello di attirare i pollinatori (che non e’ da poco!). Se le piante vengono scelte con cura, e se selezioniamo quelle che attirano, per esempio, predatori benefici (che si nutrono di quelli che fanno invece danni) oppure se scegliamo altre, come le erbe aromatiche, che manifestano dirette proprieta’ repellenti, i vantaggi iniziano a diventare davvero significanti.

Lavanda in fiore

Con vero spirito permaculturista potremmo poi cercare piante che offrono una terza o quarta funzione, e di sforzi non ne dovremo fare tanti: non e’ difficile trovare, per esempio, piante commestibili (erbe aromatiche, nasturzio, centranthus, borragine, camomilla), piante che producono una discreta massa organica (cosmea, facelia), che possono diventare preparati naturali da usare nell’orto (camomilla, achillea) oppure che offrono una pacciamatura vivente (nasturzi).

I fiori, infine, rendono l’esperienza orticola sensorialmente piu’ piacevole, tolgono all’orto quell’aura di spazio utilitaristico, poco estetico, da sfruttare ed impoverire, rendendolo invece quasi un piccolo angolo di paradiso e di abbondanza, un angolo magico, dove passeggiare ed assaporare i frutti dei nostri sforzi. Uno spazio di diversita’ cromatica (non solo verde-verde-verde dappertutto, ma anche qualche tocco di colore qua’ e la’) ed adatto cosi’ ad essere posizionato anche in aree piu’ visibili, magari davanti casa.

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Resilienza nell’orto

27 Giu

Fortuna vuole che siamo solo agli inizi del nostro percorso orticolo transilvano, quindi non mi deprime troppo il fatto che il nostro orto-giardino e’ ancora lungi dall’essere resiliente.

Di strada da fare per massimizzare produttivita’ e stabilita’ e’ ancora tanta. Dobbiamo lavorare sul design, in modo da creare protezione dagli elementi, microclimi, massimizzare il calore o l’ombra laddove c’e’ bisogno.

Il 19 di giugno abbiamo avuto la prima grandinata, forza direi medio-alta (dal vicino stava per rompere i vetri di casa!). L’orto da principio non sembrava esserne uscito molto bene: le piante di pomodori sono state, per la maggior parte, defoliate, un paio completamente spezzate, i cetrioli idem, il granoturco ed i cavoli hanno sofferto non poco, i nasturzi sono stati letteralmente triturati.

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Pacciamatura ed ammendanti del suolo: compost esausto di fungaia

23 Giu

Il compost esausto di fungaia (spent mushroom compost) e’ un sottoprodotto della coltivazione di funghi. La composizione del compost varia leggermente da azienda ad azienda, ma e’ per la maggior parte composto da materiale fibroso (tipo paglia), letame (o torba) e gesso. Per capire meglio cos’e, questo e’ un esempio del processo produttivo nell’azienda  Funghi Valbrenta:

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Primi passi nel nuovo orto-giardino

11 Mag

E’ passato un mese dall’ultimo post relativo al progetto transilvano e non so’ da che parte iniziare a scrivere quello che e’ successo in questi trenta e passa giorni. Perche’ non e’ poi successo tantissimo … eppure mi sento come se avessimo smosso le montagne! Beh, a pensarci bene abbiamo piantato 70 tra alberi ed arbusti, creato due orticelli (4 letti 7×1 m e 3 bancali rialzati di 4×1 m), creato diverse mini aree per fiori, erbe aromatiche, fragole e ribes, ci siamo scervellati per raccimolare pacciamatura …. e tutto nei ritagli di tempo, perche’ abbiamo entrambi lavorato a tempo pieno (ahime’ davanti al computer). Quindi, si, forse qualcosina e’ successa. 🙂

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Lavori autunnali

29 Nov

Ed e’ passato anche questo autunno. Da queste parti arriva il freddo molto prima che in Italia e tanta tantissima pioggia (lo stereotipo del clima londinese, meno la nebbia). Nell’allotment sembra tutto fermo. Anche se e’ questo il periodo per seminare agli, cipolle, fave, verdure orientali e piselli, nei campi, pure nelle rare giornate di sole, si vede poca gente in giro e gli orti sembrano abbandonati a se’ stessi. Le erbacce nei plot dei vicini hanno ormai preso il sopravvento e conquistato ogni centimetro di terra nuda (vedi foto sotto). Il mio orto sembra quasi finto in confronto per quanto e’ immacolato – ed il tutto senza fatica. Mentre i pochi stoici zappano, imprecano contro equiseto, gramigna ed altre erbacce e si spezzano la schiena, io mi vergogno di avere ben poco da fare. Giusto qualche raccolta, gli stagionali controlli della pacciamatura e del suolo e rifare i sentieri. Che devo dire …. evviva l’orto ‘no-dig’!!! Il mio vicino deve aver sofferto cosi’ tanto quest’anno che mi ha ufficialmente comunicato che dalla prossima stagione adottera’ anche lui il metodo no-dig (no-vangatura) usando sentieri fissi, pacciamatura e via dicendo. Mi sta’ persino chiedendo informazioni su come si fa’ l’infuso di aglio contro gli afidi!! Se solo lo conosceste capireste perche’ sono cosi’ meravigliata …. e’ – anzi forse meglio dire era 😉 – l’antitesi del coltivatore biologico!

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Design, tecniche di coltivazione e colture (2)

31 Mar

Continua da ‘Design, tecniche di coltivazione e colture (1)

PACCIAMATURA e SEMINE

Le parcelle del nostro orto vengono tenute coperte tutto l’anno da pacciamatura molto alta di paglia e letame di cavallo. Aggiungiamo, se capita, anche resti vegetali dell’orto. La pacciamatura offre numerosissimi vantaggi: riduce l’evaporazione dell’acqua, l’erosione del suolo, e non solo minimizza la perdita di fertilita’ ad opera delle piogge intense ma arricchisce nel contempo la terra, se fatta con materiale organico come nel nostro caso. Importante ricordare che la pacciamatura mantiene le condizioni di umidita’ e temperatura esistenti nel momento in cui questa e’ stata effettuata. Se si ricopre la terra quando e’ fredda e zuppa d’acqua rimarra’ cosi’ a lungo…quindi evitate di iniziare a pacciamare in pieno inverno, per esempio… Continua a leggere

Design, tecniche di coltivazione e colture (1)

25 Mar

“Che bello che avete un orto. Quanto e’ grande? Cosa coltivate?”. E’ la domanda di rito che tutti mi fanno quando dico che abbiamo una parcella di terra. E la risposta di rito per tutti, senza eccezioni, e’ una balbettatura iniziale e un vago “…mah, coltiviamo di tutto…”, seguito da una lista mooolto approssimativa. Forse e’ la paura di annoiare il mio interlocutore, che magari non e’ poi cosi’ interessato al giardinaggio, ed ancor meno di sentir parlare di permacultura, non lo so’, … anche se immagino che di curiosita’ ce ne sia tanta visto che l’orto si trova a Londra e che i climi non sono certo mediterranei. E cosi’ ho pensato di scrivere un articolo sul tema, cosi’ da rimandare coloro che sono interessati ad una risposta sensata a queste pagine, viste le mie scarse capacita’ di comunicazione orale! 🙂

Quindi, dopo l’articolo ‘Storie orticole (2008-2011)‘ eccomi con altri dettagli (divisi in tre parti).

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Storie orticole (2008-2011)

26 Ago

E’ ora di presentare il mio orto. In questi quattro anni ho imparato moltissime cose, spesso dopo sbagli piu’ o meno madornali. Sepp Holzer, il coltivatore austriaco con la fattoria di permacultura piu’ grande ed ambiziosa d’europa, dice che – per trovare soluzioni ai problemi che incontra – si immagina al posto della pianta o animale che sia.  Beh, lo faccio anche io, lo ammetto, anche se non sempre mi riesce bene! Sara’ per via dei miei geni italiani. Mi spiego meglio. Mi sono chiesta, l’altro giorno, se – da pianta – mi piacerebbe crescere nel mio orto. Cosi’, in generale. La risposta e’ stata Continua a leggere