Bancali rialzati, letti e pacciamatura

19 Lug

Anche se la stagione non e’ ancora finita, eccomi con il punto della situazione dell’orto e dei letti coltivati in questo primo anno transilvano. La diversita’ dei letti, diversita’ sia dentro suolo (ovvero il tipo di ammendanti usati in primavera durante la costruzione dei bancali) che sopra (ovvero la pacciamatura usata come copertura), mi sta’ dando modo di osservare, paragonare e riflettere su cosa funziona e cosa non. Intendiamoci bene: non c’e’ nulla di scientifico, solo osservazioni ed intuizioni … e gli esperimenti si ripeteranno anche il prossimo anno! 🙂

IL FRUTTETO

Il frutteto sta’ andando bene, grazie alle pioggie, alla pacciamatura di compost esausto di fungaia (aggiunto in primavera) ed erba tagliata (aggiunta a luglio – il fieno non e’ stato usato nell’orto perche’ pieno di semi).

Il frutteto un mese fa’, a meta’ giugno …

…. e due settimane dopo!

La falce

I ribes prima …

… durante (le macchie nere sono di compost esausto di fungaia aggiunto in superficie come ammendante)

…e dopo.

I fiori utili, sia nell’orto che nel frutteto (come facelia, calendual, nasturzi, cosmos) vengono usati a volonta’.

Nasturzi, facelia, cosmos ed altri fiori sotto un tiglio

Tiglio

Betulle

Nasturzi rosa e gialli ai piedi di un una betulla

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IL GIARDINO dell’EST

Consociazione nasturzi, cipolle ed insalate

Vi ricorderete forse i lavori di questa primavera. Per i primi due letti del Giardino dell’Est avevamo tolto lo strato superficiale di erba, vangato per quanto si poteva e rimesso le zolle cavolte, insieme ad altri due strati di zolle prese da un altro orto. Avevamo aggiunto un po’ di letame, ricoperto ben bene con paglia e tenuto a riposo per qualche settimana.

Nel primo bancale rialzato ho trapiantato una quindicina di piante di pomodori. Nel secondo fave, due zucche, diverse erbe aromatiche (basilico, origano, maggiorana, timo, rosmarino, ecc), e, piu’ recentemente, ravanelli.

Nel terzo bancale invece – e qui c’e’ stata una grossa sorpresa – non abbiamo toccato neanche con un dito la terra, ma abbiamo semplicemente messo due strati di zolle d’erba capovolti, aggiunto un po’ di letame e pacciamato con uno strato molto spesso di compost esausto di fungaia. Qui si trovano cipolle, cavolo-rapa, insalate, fiori (nasturzi, cosmos, calendule) ed un cavolo.

I risultati? Facciamo parlare le foto!

In primo piano, il terzo bancale del Giardino dell’Est

Consociazione di fiori, cipolle, insalate e cavolo s bancale rialzato

I tre bancali rialzati del Giardino dell’Est

 La pianta di zucchina davanti alle fave rosse e’ gigante (circa 1.5 metri di diametro) 

Bancale rialzato con piante di zucchine, ravanelli, fave

Ho seminato i nasturzi Tom Thumb mixed, Whirlybird Cherry, Trailing mixed e Empress of India. Sono magnifici! Non solo abbelliscono l’orto, ma attirano pollinatori ed altri insetti benefici. In piu’ usiamo le foglie giovani nelle insalate! 🙂

Consociazioni nasturzi, calendule, insalate, cipolle

I fiori Cosmos, coltivati per la prima volta quest’anno, sono davvero decorativi! Resistono bene alla siccita’ e vanno bene anche in suoli poveri (non che questo bancale abbia suolo povero pero’…). La germinazione e’ velocissima (5-7 giorni a 20-25C) e si possono sia seminare direttamente in campo che al riparo in semenzaio per successivo trapianto.  Come i nasturzi, anche i Cosmos attirano pollinatori ed altri insetti benefici.

Ho seminato le varieta’ Cosmos Sensation mixed, Cosimo Purple, Candy Stripe e Purity.

Consociazione fiori Cosmos e cavolo-rapa

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IL GIARDINO del SUD

Il Giardino del Sud

I letti del Giardino del Sud: tutti vangati in profondita’ e non rialzati. I primi due non ammendati (e pacciamati solo leggermente) ed gli ultimi corretti con un po’ di letame aggiunto in superficie (e con pacciamatura piu’ spessa). La terra e’ stata vangata non sempre nel periodo piu’ giusto, un po’ in tutti i letti.

Le differenze con il Giardino dell’Est sono notevoli: diverso vigore delle piante, colore del fogliame non al top (alcune piante mostrano mancanza di nitrogeno), attacchi di parassiti, funghi, batteri. Certo, non e’ un confronto che reggerebbe scientificamente. Siamo comunque ben lungi da un suolo sano, ricco di micro-organismi, materia organica e con una buona struttura.

Giardino del Sud

 

L’orto a luglio

 Nei due letti non corretti ho seminato soprattutto leguminose: fave, piselli, fagioli nani, insieme a qualche verdura orientale, rape, cipolle, insalate ed erbette. Il raccolto e’ stato discreto ed i parassiti presenti in numero notevole (per la maggior parte afidi). Da questi letti manca decisamente quel vigore che avevo nell’orto di Londra e che vedo qui nei bancali del Giardino dell’Est.

Gli ultimi due letti, corretti con del letame in superficie e ben pacciamati, si presentano come una via di mezzo in termini di performance (sono coltivati a fagioli, pomodori, piselli, mais, zucchine, cavolo-rapa, fagioli di Spagna, lattughe, ecc).

Due mini letti laterali, fatti con notevole ritardo, sono stati ammendati, se vi ricordate, con letame e biochar (carbone) e pacciamati con una varieta’ di materiale: alcune aree con paglia, altre con carbone ed altre con compost esausto di fungaia. Le differenze con gli altri letti del Giardino del Sud – per il momento – non si vedono.

Ultimi due letti

Stamattina abbiamo tolto la maggior parte delle fave a trapiantato dei piselli che avevo in semenzaio. Notare la struttura fatta con legni e corda. Speriamo regga i piselli Telefono e Champion of England. Quest’ultima varieta’ (del 1800 e alquanto rara) puo’ raggiungere la bellezza di 3 metri di altezza!!

L’orto al 19 luglio

LE MIE CONCLUSIONI

  • I letti rialzati e l’orto-lasagna funzionano meglio dell’orto ‘basso’;
  • Buttare via le zolle d’erba (come in tanti fanno) e’ un sacrilegio. I letti ‘costruiti’ con le zolle (anche di gramigna) capovolte hanno SEMPRE (senza eccezioni) mostrato di essere, ogni anno e da diversi anni nei miei orti, i piu’ fertili in assoluto;
  • La pacciamatura non deve mancare MAI e deve essere fatta spessa: chiara (es., di paglia, pietre) se si vuole ‘raffreddare’ il suolo; scura (es., di compost) se si vuole riscaldare la terra;
  • L’obiettivo principale nell’orto deve essere quello di creare un suolo da manuale, perfetto, ricco di vita e materia organica, favorendo la presenza e nutrendo i micro-organismi e la micro-flora;
  • … ed infine ho imparato che non devo farmi condizionare troppo da quanto leggo su internet, nello specifico tutti i commenti negativi sul compost esausto di fungaia. Provare per credere! 🙂

Cosmos Candy Stripe

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33 Risposte to “Bancali rialzati, letti e pacciamatura”

  1. anna 19 luglio 2013 a 13:59 #

    SPLENDIDO.COMPLIMENTIA TUTTI.AVANTI COSI’

  2. Cristian 20 luglio 2013 a 06:43 #

    Laura,
    Davvero belle le associazioni con i fiori. Quest’anno le ho un po’ trascurate (ho messo tardivamente solo i nasturzi) ma voglio provare a vedere se sono ancora in tempo. In particolar modo i fiori Cosmos sono bellissimi. Adesso ne ordino subito i semi…

    Concordo per le zolle di gramigna rigirate. Le ho usate anch’io l’anno scorso per realizzare la base delle mie aiuole.

    A presto

  3. Gianluca 1 settembre 2013 a 09:18 #

    Ciao Laura, anche se la stagione non e’ ancora finita sto progettando come disporre i bancali per la prossima stagione. Mi potresti dare qualche consiglio?
    Il mio orto fa 6.5 m di larghezza e 7m di profondita’. Ma per 3 lati e’ circondato da una siepe di lauro alta 1.7m.
    Stavo pensando a due ipotesi:
    1) di fare 4 bancali paralleli di 4m x 1.2m e al fondo 2 bancali trasversali di 3m x 1.2m ciascuno, con vialetti di 0.5 m tra i bancali
    2)oppure 2 file di 4 bancali di 3m x 1.2m ciascuna, lasciando un vialetto centrale di 0.5 m e vialetti della stessa misura tra i bancali.
    I vialetti sono di 0.5m per far passare il tagliaerba.
    Il mio dubbio e’ legato alle file di siepe, visto che non so quando distanziarle dai bancali. Tenderei a non distanziarle troppo, perche’ passare il tagliaerba accanto alla siepe sarebbe difficile, ma lasciando piu’ spazio sarebbe ancora peggio.
    In ogni caso, avendo un giardino piccolo, tenderei à massimizzare la superficie coltivata.
    Cosa mi consigli? Qualche altra idea per ottimizzare il tutto?

    • Laura 2 settembre 2013 a 08:30 #

      Ciao Gianluca. Hai ragione, anche il mio primo pensiero va’ alla siepe.
      1) Che tipi di manutenzione fai normalmente? Se la poti spesso devi pensare all’accesso come fattore numero uno, ovvero il lavoro deve essere facile, la siepe ben accessibile – non ti devi rendere il lavoro di potatura piu’ complicato perche’ non riesci ad accedere bene da entrambi i lati;
      2) Secondo devi pensare all’ombra che getta – questo ti dara’ un idea di dove e’ meglio posizionare i sentieri ed i letti, a seconda se vuoi o non vuoi troppa ombra sulle parcelle coltivate e non ritrovarti coi sentieri invece in pieno sole.

      Quindi devi considerare prima di tutto l’accesso, i lavori di manutenzione che devi fare, l’orientamento dell’orto e dei bancali in rapporto alle siepi.

      Fare il bancale proprio sotto la siepe o lasciando pochissimo spazio …. non saprei. Difficile dire senza averla vista eppoi dipende anche da quanto sopra. Devi inoltre considerare quello che succede durante la potatura … coi rami e rametti e foglie che partono dappertutto …. non vuoi avere sotto – mentre fai un lavoro del genere – delle pianticelle delicate …. Poi se lasci troppo poco spazio devi considerare che dovrai fare manutenzione come rimuovere eventuali erbe indesiderate che possono crescere nello spazio tra il letto e la siepe ed eventuali difficolta’ d’accesso. Tutti i lavori devono essere comodi e facili da fare.

      Riguardo l’ottimizzazione della superficie, ti capisco … devi pero’ pensare che e’ meglio avere pochi letti ma ben posizionati, piuttosto che avere aree che comunque ti danno grattacapi perche’complicate da mantenere. Almeno io preferisco cosi’ 🙂

      Cosa vuoi coltivare in questo orto? E che uso stai facendo ora di questa area? Una idea potrebbe essere quella di rendere produttivo il sotto-siepe, in terra (ma in un’area abbastanza stretta e con piante perenni non delicate, tipo alcune erbe aromatiche) oppure (se l’orto e’ vicino casa) posizionare dei vasi che non intralcino troppo, magari fare dei gruppetti in un angolo od una fila strategicamente posizionata qua e la’ (ci sono tante opzioni di piante che si possono coltivare in vasi) … poi avere un sentiero di 50 cm intorno ed infine i tuoi bancali. E’ solo un’idea ….

    • Cristian 2 settembre 2013 a 10:23 #

      Ciao Gianluca, concordo pienamente con ciò che dice Laura. Praticità e accessibilità ti danno voglia di lavorare di più e meglio.
      Le parti ombreggiate possono essere molto utili d’estate per far partire piantine delicate al caldo come l’insalata. Chiaramente dipende anche da dove sei…

  4. daniela 7 settembre 2013 a 21:50 #

    Che meraviglia! Approfitterei per farti una domanda… dovendo partire da un appezzamento tenuto a prato di gramigna, consiglieresti quindi dei bancali a lasagna? Sarebbe fantastico per noi che abbiamo tanto entusiasmo ma poco tempo per metterci a fare vangate profonde per i letti! Ho letto il tuo bellissimo diario transilvano e mi hai aperto un mondo. E ora pensavo che, per la costruzione dei primi letti, potremmo approfittare delle zolle di terra e gramigna che escaveremo per mettere a dimora alberi, arbusti e piante aromatiche. Mi daresti un tuo parere? Mettendo e dimora alberi e arbusti in autunno, come sarebbe meglio operare? Creare i bancali con zolle rovesciate e tenerli coperti fino a primavera? Ci daresti un tuo suggerimento? Grazie mille e complimenti per il vostro splendido ortogiardino. Daniela

    • cristianonatati 8 settembre 2013 a 11:55 #

      Ciao Daniela, aspettando i lumi di Laura volevo condividere un’idea sull’orto lasagna.
      Spesso si sente parlare dell’uso di cartone per bloccare l’erba. Per chi non fosse tanto convinto sull’uso del cartone potenzialmente tossico (per via delle colle…) ho visto che vendono (nei garden per esempio), dei tappetini pacciamanti in fibra di cocco.
      Un’altra idea, mi è venuta ristrutturando la mia casa. Si potrebbe usare dell’isolante in fibra di legno naturale pressata (venduto nei negozi d’edilizia o specifici per isolanti domestici). I pannelli da 2cm costano relativamente poco. Ho provato a lasciarne fuori un pezzo e dopo qualche mese c’erano cresciuti i funghi. In seguito è completamente scomparso…
      Ciao

    • Laura 9 settembre 2013 a 11:14 #

      Carissima Daniela, cosa puoi fare dipende da alcuni fattori, dal numero di zolle a disposizione, se hai materiale pacciamante o no e da cosa vuoi coltivare.

      In generale puoi fare un bancale (con o senza altro materiale – dipende dal numero di strati con gramigna che puoi fare) oppure dei cumuli (vedi miei vecchi articoli dell’orto londinese per farti una idea). Se hai:

      GRAMIGNA CORTA (ovvero falciata di recente) e ZOLLE con 5 e piu’ cm di suolo puoi fare bancali composti da 4-5 strati di zolle (se da 5 cm) o meno (se le zolle hanno piu’ di 5 cm di terra). Tieni coperto fino in primavera con tessuto nero traspirante (che fa’ passare l’acqua ma blocca la luce) o pacciamalo con paglia (non fieno) o altro, in modo da tenerlo umido, stabile e bloccare la luce per impedire la germinazione della gramigna.

      Se di zolle non ne hai molte puoi fare un bancale misto: gramigna sul fondo e sopra metti (tanti) strati di altro materiale (cartone, compost, ecc, oppure puoi provare i materiali che consiglia Cristian).

      In primavera vedi con cosa ti ritrovi, e’ difficile dire cosa puoi fare senza vedere che suolo hai e come e’ il tuo clima. Avrai magari bisogno di sminuzzare un po’ la terra con una vanga, oppure no, di togliere le radici in superficie che sembrano ‘attive’ e sicuramente di fare una bella pacciamatura alta.

      Le cose che devi osservare sono (sia in primavera che ora mentre fai il bancale): a) ci sono grossi vuoti di aria fra zolla e zolla? (non ne vuoi avere); b) l’altezza del bancale (e delle zolle) e’ sufficiente per far espandere le radici delle piante che vuoi coltivare, considerando che non hai vangato alla base? c) e’ abbastanza spessa la pacciamatura?

      In primavera puoi iniziare a trapiantare. La terra deve pero’ essere … ‘accogliente’ come struttura (la zolle devono risultare ‘fuse’ tra loro, mischiate, amalgamate, non a mattoncini come erano in partenza). Ci deve essere una trasformazione abbastanza ovvia, chiara. Non devi avere troppa fretta.

      Se vuoi fare invece semina diretta e’ meglio magari aggiungere uno strato di compost in superficie per facilitare la germinazione dei semi, anche se alcuni semi sono tosti e germinano bene anche senza.

      Con GRAMIGNA ALTA (se hai proporzionalmente molta erba e poca terra)le zolle sarebbero indicate piu’ per composting che per coltivare. A mio parere non potrai riuscire a fare un buon bancale perche’ poco pratico da ‘assemblare’. Queste zolle saranno buone per fare dei cumuli, se ne hai abbastanza, e coltivare zucche per esempio …. oppure puoi falciare l’erba prima di togliere le zolle e fare i bancali!!

      Tieni conto che questa e’ la mia esperienza, quindi il piu’ prezioso consiglio che ti posso dare e’… sperimenta, osserva, rifletti … e ri-sperimenta fino a quando non sei contenta del risultato!

      Fammi sapere se hai altre domande. 🙂
      A presto e buon lavoro!

  5. Deanna 29 gennaio 2014 a 08:54 #

    Ciao Laura,io parto adesso con la costruzione dei nuovi bancali (siamo a fine gennaio e ,al momento,sembra primavera),ho a disposizione parecchie zolle inerbite (15-20 cm di erba non falciabile) e molta terra ‘ extra’ perché devo,per poter realizzare l’ orto,spostare una piccola montagna: secondo te,c’è un modo per poter fare dei bancali rialzati e stabili che si possano utilizzare già fra due-tre mesi?? Pensavo di mettere le zolle con l’erba sotto e poi di fare un bello strato di terra sciolta ed ammendata sopra,pronto-uso per le radici…più la solita pacciamatura.
    Una cosa sulla gramigna nell’ orto: per quella che è stata la mia esperienza ( bancali a cumulo),una volta che il terreno è migliorato,la gramigna se ne va spontaneamente. Ho letto che anche gli essudati dei pomodori la scacciano…ne sai qualcosa?Quest’anno sperimenterò!

    • Laura 29 gennaio 2014 a 11:02 #

      Ciao Deanna. Come no, i bancali che hai descritto mi sembrano perfetti e sarebbero pronti per l’uso anche appena completati se vuoi. Se userai la montagna di terra per i bancali, di che qualita’ e’ il suolo? E’ suolo di superficie (topsoil) o substrato? Se e’ substrato farei idealmente uno strato con questo sotto la gramigna, non lo userei sopra, neanche con ammendanti. Dipende dalla qualita’ e se hai scelta pero’… Se e’ invece topsoil puoi fare come vuoi!

      Riguardo i pomodori e la gramigna non saprei. Non ho mai avuto seri problemi di ricrescita in questi bancali e non ho mai notato differenze in base alle coltivazioni…Da mia esperienza dipende di piu’ da come sono i bordi dei bancali, dallo spessore dei letti e zolle, dalla quantita’ di radici vive rispetto a suolo sopra di esse e strato di pacciamatura. Anche se compare qualche ciuffo e’ comunque facilissimo strapparlo via – se usi tanta pacciamatura. Ma immagino che saprai gia’ tutte queste cose 🙂 Buon lavoro!!

  6. Cecilia 29 gennaio 2014 a 14:10 #

    Ciao Laura,
    complimenti come sempre per il tuo bellissimo progetto.
    Una domanda “tecnica”: abitando in campagna con circa 4000 mq di terreno, in cui vorrei allestire un frutteto e un’orto, tu consigli comunque di prendere una motozappa?
    Stiamo organizzando una raccolta dell’acqua piovana e vorrei allestire i bancali, ma la terra è molto argillosa e il terreno molto irregolare (come pendenze, intendo). Visto che avete tanta esperienza, che mi consigliate? grazie
    Cecilia

    • Laura 30 gennaio 2014 a 10:17 #

      Ciao Cecilia. Dunque…4000mq, un frutteto, un orto, pendenze irregolari e terra molto argillosa. La mia risposta e’…dipende. Ho quindi delle domande:
      1) Quanto vuoi fare grandi orto e frutteto (quanti bancali vuoi fare e quanti alberi vuoi piantare)?
      2) Li vuoi mantenere separati oppure vuoi alternare alberi con bancali?
      3) Come e’ messa la terra al momento, cosa cresce e come cresce?
      4) Quanto e’ in pendenza la parcella?
      5) C’e’ pericolo di erosione?
      6) Vuoi ammendare il suolo?
      7) Come raccoglierete l’acqua piovana? E dove saranno posizionati i sistemi di raccolta rispetto alla terra di cui mi parli?

      Fammi sapere 🙂

      • Cecilia 30 gennaio 2014 a 17:42 #

        ciao!
        allora, il terreno è non sottoposto ad erosione, e prima era coltivato ad erba medica ma ormai ne è rimasta poca. abbiamo trovato in loco una grande cisterna e ci stiamo organizzando per raccogliere l’acqua piovana in una cisterna che poi la manda in questa grande; è posizionata a monte del totale del terreno, e il terreno è un quadrato (più o meno) con la casa al centro. il lato est è più pianeggiante, quello ovest più degradante. io pensavo di mettere gli alberi dove il terreno è più scosceso e l’orto dove è più in piano. quanti bancali? eh, quelli ancora non li ho calcolati, ma per un sistema integrato sto pensando ad un pezzetto di terreno dove mettere due caprette nane per il controllo delle malerbe e la produzione di concime! solo che non riesco a capire se devo comprare una motozappa per lavorare la terra (ah, ho anche tre olivi e ne vorrei mettere almeno altri 3/4) o se è meglio fare piano piano tutti orti-lasagna e fare a mano…..

      • Laura 30 gennaio 2014 a 19:09 #

        Bene, adesso ho una visione piu’ chiara. Se il tuo scopo e’ quello di ‘aprire’ la terra per creare un orto ex-novo, e soprattutto cercare di migliorare la struttura visto che e’ argilloso, con la motozappa non riuscirai ad andare molto in profondita’, quindi non riuscirai a fare molta differenza. Dai una occhiata a questo forum

        Se proprio devi, meglio sarebbe usare un aratro (spazio e possibilita’ di noleggio permettendo) … oppure – meglio ancora – semplicemente vangare a mano! Lo fai una volta sola alla fine…. lo so’, e’ un lavoraccio!:( ma ti permette di conoscere bene la tua terra!

        Se hai problemi di drenaggio, o se il suolo e’ molto compattato, personalmente cercherei comunque di lavorarlo un po’ prima di fare gli strati della lasagna, anche se so’ che c’e’ in giro gente che costruisce ‘lasagne’ direttamente su suolo argilloso. Hai materiale buono ed in abbondanza per questo? Al massimo puoi fare qualche bancale di prova ed osservare i risultati .. che so’ .. un mini bancale vangato ed uno (o piu’) no. 🙂

  7. Deanna 2 febbraio 2014 a 10:17 #

    Grazie Laura,ho iniziato qualche giorno fa a fare i primi bancali,usando il topsoil della montagnola… e sono venuti benissimo,ben oltre le aspettative…vedremo i risultati,spero! Grazie ancora per i consigli!

    • Laura 2 febbraio 2014 a 18:31 #

      Bene, Deanna, sono contenta. Vedrai che tutto quel topsoil insieme alle zolle dI gramigna capovolte faranno miracoli! Fammi sapere e se puoi posta qualche foto! 🙂

  8. dora 19 aprile 2017 a 09:10 #

    ho una domanda, probabilmente sciocca: come si sollevano le zolle dal terreno? il mio è argilloso e molto compatto. mi è difficile riuscire ad alzare delle zolle.

    grazie 🙂

    • Laura 20 aprile 2017 a 07:45 #

      Cara Dora, la domanda non e’ affatto sciocca. Su terreno argilloso e molto compatto non riuscirai a fare molto a mano. In Inghilterra si possono affittare macchinari speciali che alzano le zolle d’erba in un attimo, ma dubito si trovano anche in altri paesi. Il suolo qui in montagna e’ povero e leggero e le zolle si sollevano con poca fatica. Lo stesso era in Inghilterra. Questa tecnica non si può applicare in tutte le situazioni. Nel nostro ultimissimo nuovo progetto in Transilvania abbiamo anche noi terra molto argillosa e compatta e quello che facciamo e’ pacciamare per un anno o due per sopprimere le erbe indesiderate (puoi anche coltivare patate sotto mulch), poi decompattiamo il terreno, meglio a mano, teniamo pacciamato, areando il terreno di tanto in tanto con la forca se si ricompatta, e non calpestiamo MAI i letti. Altrimenti puoi provare il sistema detto a lasagna. Vai in ricerca su google e troverai come si fa’. Su terreno argilloso e compatto questo sistema vale la pena provarlo! Fammi sapere 🙂

      • dora 20 aprile 2017 a 19:43 #

        grazie, innanzitutto, per la risposta veloce e dettagliata. ho avviato l’anno scorso il mio primo orto vedendo dei discreti risultati. ahimè, dopo aver preparato il terreno secondo i principi di Fukuoka ero riuscita ad avviare soltanto due bancali (nei quali, mi sembra, il terreno sia lievemente migliorato). le altre aree, non più pacciamate, si sono nuovamente ricoperte di erbe e compattate molto. credo che su queste proverò l’orto lasagna. ho letto che serve davvero parecchio materiale. non ho trovato notizie omogenee sullo spessore dello strato iniziale di cartone (si arriva addirittura ad 80 cm!??). mi sorge un dubbio: con uno strato così alto di materiali sovrapposti, riuscirà il suolo sul fondo a rimanere sufficientemente umido? in ogni caso, mi sembra di capire che un bancale di questo tipo potrò usarlo per i trapianti la prossima stagione. che esperienze hai in merito?

        grazie, è stata una rivelazione trovare il tuo sito. sto imparando moltissimo!! e complimenti per l’orto, è un piacere guardare le foto 🙂

  9. Laura 21 aprile 2017 a 10:26 #

    Il tuo dubbio e’ piu’ che giustificato: regola generale e’ che si deve infatti pacciamare solo quando il suolo e’ bello umido, mai nei periodi secchi. Con l’orto lasagna poi e’ opportuno bagnare bene anche i materiali che aggiungi, soprattutto il cartone deve essere bello zuppo, strato per strato. E si, di materiale ce ne vuole abbastanza….ma 80 cm di cartone??? Devono aver sbagliato a scrivere! Di cartone ne metti uno strato, due massimo, e per l’altezza totale devi tenere in mente che deve essere abbastanza alto da non far passare la luce e tenere giu’ il cartone e mantenere l’umidita’. Io farei cartone + un minimo di 10 cm di materiale vario e se ne ho abbastanza anche 15-20 cm. Oltre … non so’. Non e’ una scienza esatta. Devi provare. Dipende anche da quanto velocemente si decompone la materia organica nel tuo clima 🙂

    Puoi usare il letto nel primo anno per coltivare le patate sotto pacciamatura oppure, volendo, anche trapianti, facendo pero’ ben attenzione di portare le radici della pianta a contatto col suolo!

    Buon lavoro!

    • dora 22 aprile 2017 a 08:10 #

      mi sembrava un po’ troppo in effetti! che dire, considerato che ho poco tempo (e in compenso, ahimè, tanto mal di schiena che scoraggia lavori pesanti) credo proprio che proverò con una piccola area. ti riporterò i miei risultati, così da condividere quest’esperienza. buona giornata!

  10. luana 3 maggio 2017 a 17:42 #

    ciao Laura, intanto volevo farvi i complimenti per il bellisimo orto, siete una grande fonte d’ispirazione.
    volevo cogliere l’occasione per chiedere un paio di consigli visto che da poco mi sono trasferita in campagna e stiamo scoprendo e sperimentando la permacultura.
    l’anno scorso, con un paio di amici abbiamo fatto il primo orto a bancali (per un totale di 22) con un piccolo “laghetto” al centro. il primo anno ha dato tantissime soddisfazioni ma dopo il primo inverno, avendo scarseggiato con la pacciamatura, ci siamo ritrovati i suddetti bancali un blocco di argilla.
    premetto che il terreno (a 550 mt) in sicilia, ha un suolo molto argilloso calcareo, in pendenza e in molte zone degradato e dilavato. nell’orto in questione, dopo una prima zappatura a mano e un sovescio ricco di leguminose, abbiamo fatto eseguire uno scasso con lo scavatore, poi abbiamo concimato con letame di vacca e motozappato solo la prima volta. dopo aver creato i bancali abbiamo trapiantato le piantine e posto a contatto con le radici un inoculo di micorrize. in autunno abbiamo vangato prima di piantare le fave ed è risultato abbastanza semplice e leggero. adesso, a parte il ritardo che ci perseguita, i bancali sono tutti compattissimi con la superficie piena di crepe.
    forse sono stati un po trascurati in inverno poichè avendo anche un frutteto che quest’estate è stato attraversato dal fuoco, ci siamo dovuti dedicare a un gran lavoro di potatura e smaltimento di materiale semi bruciato.
    non sono sicura che sia un lavoro fattibile con la vanga forca a mano e mi chiedevo, non avendo alcuna intenzione di passare sui bancali con la motozappa, cosa si potesse fare per facilitare la situazione.
    scusa se mi sono dilungata un po troppo ma volevo rendere l’idea del problema.
    grazie di cuore per l’attenzione
    buon lavoro e in bocca al lupo per tutto!

    • Laura 13 maggio 2017 a 09:24 #

      Cara Luana,

      Con terreni argillosi – e ti scrivo da esperienza – e’ imperativo seguire alcune regole:

      – Tenere pacciamato per proteggere il suolo dai raggi cocenti del sole e dall’azione compattante delle precipitazioni, pena, appunto, crepe sul terreno in primavera/estate. Anche il vento fa’ la sua parte nel creare croste superficiali e la pacciamatura protegge anche da questo elemento. Unica eccezione alla pacciamatura può essere in autunno, in zone con inverni molto rigidi, dove si può sfruttare l’azione del gelo per alleggerire la struttura del suolo: la terra si lavora grossolanamente in autunno, lasciando grosse zolle esposte all’azione del gelo/disgelo – in primavera queste risulteranno friabili e facilmente lavorabili.

      – Aggiungere – per diversi anni – materia organica per migliorare la struttura del suolo;

      – Lavorare il suolo nel momento di umidità residua giusta – la regola e’ di non lavorare se la terra si attacca alla pala.

      Il miglioramento non avviene da un giorno all’altro ma richiede tempo e perseveranza.

      Ora, nella tua situazione, che fare? Se hai materia organica a disposizione non esiterei ad aggiungerla, senza incorporarla nel suolo, solo in superficie. Al massimo puoi dare delle forchettate qua e la, molto leggere, e solo se il suolo non e’ troppo umido.

      Fai una pacciamatura molto leggera e aspetta un minimo di precipitazione. Una domanda: c’e’ vita nel suolo? Hai mai visto vermi?

      Laura

      • Luana 19 maggio 2017 a 19:27 #

        cara Laura,
        grazie mille per la risposta e i buoni consigli.
        ci siamo aiutati con la zappa e poi con la vanga forca e siamo riusciti a smuovere un po la situazione. Continueremo ad aggiungere materia organica e una bella pacciamatura.
        il terreno sotto lo strato superficiale sembra essere molto vivo, ricco di lombrichi (ne avevamo aggiunti un po l’anno scorso) anche se le zolle di argilla sono sempre presenti e tendono a ricompattarsi rapidamente.
        a proposito di pacciamatura, lo sfalcio del decespugliatore ancora verde può causare problemi di qualche genere? sarebbe meglio aspettare che diventi secco e usarlo solo a quel punto?
        grazie di cuore per l’aiuto
        buona coltivazione a tutti!

      • Laura 20 maggio 2017 a 07:40 #

        Cara Luana,

        Io personalmente uso anche materia organica fresca come pacciamatura. Parte dell’umidità del materiale si trasferira’ sulla superficie del suolo che beneficiera’ di tale trattamento. Spesso uso anche la tecnica che in inglese si chiama ‘chop-and-drop’ per le annuali, ovvero quando tolgo foglie da una pianta uso le stesse come materiale per pacciamarla. Faccio cosi’ coi pomodori – se la pianta e’ SANA – e con lattughe. Uso uno strato di pacciamatura ‘normale’ intorno alla pianta e sotto ci metto le foglie tolte perché marcie o secche o altro (non malate pero’!) – cosi’ esteticamente rimane accettabile!! ATTENZIONE che pero’ non uso questa tecnica con le brassicacee, ovvero non uso foglie di brassicacee per pacciamare le stesse (pero’ posso usare altra pacciamatura).
        Buon lavoro! 🙂

  11. dora 13 maggio 2017 a 11:31 #

    Ciao Laura, vorrei chiederti una cosa a proposito di compost e trapianti. Avendo bancali molto lunghi e poco compost, ho pensato di aggiungerne un po’ soltanto dove voglio trapiantare le piante creando un piccolo cratere. Secondo te le radici delle piantine trapiantate riescono, poi, a penetrare nel terreno sottostante (argilloso)? quest’anno le nuove piantine mi sembrano meno stabili dell’anno precedente, forse perché le ho fatte io a partire dai semi. Al momento del trapianto mi sembra che non riescano ad attecchire bene. in generale, esiste una procedura corretta per effettuare i trapianti?
    grazie mille

    Dora

    • Laura 13 maggio 2017 a 13:37 #

      Cara Dora,

      Si, l’idea di aggiungere solo un po’ di compost nella fossetta delle piantine e’ una idea se uno ha poco materiale a disposizione. In generale le piante possono crescere, si, anche se le radici – in caso di un suolo come il tuo ed il mio! – possono fare un po’ di fatica ad espandersi e rimangono superficiali e un po’ deboline. Il grado di espansione dipende da quanto e’ argilloso il suolo e di quali ortaggi stiamo parlando. Ci sono ortaggi che crescono comunque bene in suolo argilloso, soprattutto se un po’ ammendato (un po’ tutte le brassicacee, i porri, zucche e zucchine sono anche queste ok, idem – da esperienza – i pomodori, fagioli e mais/granoturco).

      Quello che ti suggerisco di fare e’ di fare la buca per la piantina e MISCHIARE leggermente il compost nel suolo (serve proprio poco) in modo da non ritrovarti con una netta separazione tra materiale argilloso e compost. In questo modo le radici si svilupperanno in maniera un po’ più bilanciata da subito e si abitueranno all’elemento argilloso. Se hai già fatto e senza mischiare … non temere: usa materiale vegetale/organico per pacciamare intorno. Non hai modo di preparare un po’ di macerato di ortica?

      Due domande: hai annaffiato bene le piantine dopo il trapianto? Sono ben salde nel suolo?

      Procedura corretta per i trapianti? Sarebbe troppo lungo scrivere in questa sede di tutte le cose che possono andare male. Non e’ detto poi che il tuo problema sia di un trapianto incorretto. Puo’ anche essere che lo scarso vigore sia dovuto alla qualità dei semi che hai usato. Questo pero’ lo avresti dovuto notare da subito, ben prima del trapianto. La vigoria di una pianticella si può infatti intuire sin dallo stadio di germogliazione del seme …. Hai notato qualche cosa ai tempi?

      In generale ti posso dire una cosa: meno stress la pianta riceve prima, durante e subito dopo il trapianto e meglio crescera’.

      Fammi sapere.

      Laura

      • dora 16 maggio 2017 a 06:35 #

        buongiorno Laura, le piantine erano quasi tutte belle forti e vigorose prima del trapianto. credo di non aver saputo trapiantare tutte in modo corretto. non riesco a capire quanto pressare la piantina nel terreno. come già detto, è un terreno molto argilloso che si incolla letteralmente alle mani (e alla nuova piantina ovviamente!). da bagnato diventa come una creta densa e pesante. il mio timore è quello di spezzare le giovani radici della nuova pianta e forse, per questo, non presso abbastanza bene dopo il trapianto. alcune piante, infatti, hanno preso, altre no! mi sono informata sul macerato di ortica che mi hai consigliato e in settimana andrò a raccoglierne a sufficienza. come mi suggerisci di usarlo?

        buona giornata 🙂

        Dora

  12. Laura 16 maggio 2017 a 08:26 #

    Molto probabile che la tua intuizione sia giusta Dora. Ricordati – prossima volta – che la cosa peggiore e’ non mettere le piantine bene a contatto con il suolo sottostante e creare quindi vuoti d’aria. Non e’ facile lavorare con terreno argilloso e capisco i tuoi timori durante il trapianto. Anche io sto’ studiando e cercando di imparare visto che e’ la prima volta che mi trovo a lavorare con un suolo super-argilloso.

    In una giornata non piovosa, prova a premere leggermente le piantine che non stanno bene. Cerca di usare una pressione leggera ed uniforme, super leggera alla base della piantina, usando tutte le dita, e un poco più decisa intorno, tra la terra del vasetto e quella circostante. Metti poi un po’ di compost in superficie e tieni pacciamato, in modo da evitare crepe.

    Il macerato d’ortica lo puoi usare annaffiando, diluito in acqua, oppure come spray foliare, sempre diluito. Servira’ solo a dare un boost alle piantine, un po’ come un anti-stress, ma se non fai prima quanto sopra non servirà a nulla. 😦

    Fammi sapere.

    Laura

    • dora 16 maggio 2017 a 09:33 #

      grazie mille, per le prossime piantine seguirò le tue indicazioni.
      buona giornata 🙂

    • dora 31 maggio 2017 a 08:51 #

      Ciao Laura, il trapianto si sta rivelando alquanto problematico! Ho imparato bene ad aggiungere compost, mischiarlo al terreno, pressare e innaffiare abbondantemente…ma, novità, dopo qualche giorno alcune piantine sono passate da un bel verde brillante ad un verde-giallo. Alcune addirittura presentano macchie bianche!!! Il mio vicino di orto dice che sono bruciate. Troppo sole?
      Ho preparato il macerato di ortica seguendo le tue indicazioni passo passo. Quanto spesso posso usarlo? Ho messo all’incirca 2 bicchieri in un innaffuatoio da 10 litri per la prima innaffiatura. E’ corretta come proporzione?
      Un altra cosa: il macerato può essere utile per innaffiare le piantine in fase di crescita, prima del trapianto?
      Grazie Mille come sempre

      • Laura 4 giugno 2017 a 16:39 #

        Cara Dora, non poi postare una foto delle piantine cosi’ vediamo se capiamo cosa e’ successo? Quali piante sono state colpite?

        Il macerato lo puoi usare per annaffiare o come preparato foliare (spruzzare le foglie, ma bada bene che va’ fatto la mattina presto o la sera e in assenza di vento). La proporzione va’ bene. Puoi farlo anche più concentrato, soprattutto se lo usi per annaffiare invece che come applicazione foliare. E si, e’ utilissimo per annaffiare le piante anche prima del trapianto.

        Fammi sapere.

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