Diario transilvano: problemi nell’orto e rimedi naturali

15 Giu

Non e’ facile iniziare un orto alla cieca (o quasi), ovvero con solo conoscenze – ad essere onesti – un po’ superficiali sul clima locale, sulle stagioni, venti, suolo, parassiti, ecc. Poi ci sono le abitudini, maturate in un clima diverso, che ti fanno andare un po’ in automatico, e che ti fanno sbagliare. Ma alla fine e’ bello anche cosi. Anzi, e’ ancora piu’ bello rispetto ad un orto gia’ consolidato, perche’ ti fa’ accumulare esperienza e ti offre l’occasione di sperimentare ed imparare cose nuove. Mai un attimo di noia, quindi! 

Ecco cosa e’ successo questa primavera ed i rimedi usati.

 

FRAGOLE e VAIOLATURA (Mycosphaerella fragariae)

Dopo qualche settimana dal trapianto mi sono accorta che le fragole acquistate in vivaio erano malate. Le foglie vecchie – non avevo fatto caso – presentavano diverse macchioline rotonde. Un fungo: la vaiolatura della fragola. 

Vaiolatura della fragola

Una breve ricerca online mi rimandava solo a prodotti rameici, che io non uso. Decido di usare un infuso di camomilla ed aglio, che ha proprieta’ anti-funghine.

Ho utilizzato due/tre sacchettini di camomilla ed una testa d’aglio ben triturata per circa 700ml di acqua bollente, messi in infusione per qualche ora. Ho poi riusato la camomilla e l’aglio per fare una seconda infusione. Mischiate, le ho usate come irrorazione fogliare, previa eliminazione delle foglie malate. Su alcune piante sono stata ahime’ costretta a lasciare delle foglie infette poiche’ di sane non ce n’era nemmeno una!

Una irrorazione al giorno (la sera) per tre giorni di fila, seguite da due/tre settimane di riposo e di nuovo da un altro ciclo di irrorazioni (tre, sempre la sera) hanno risolto il problema!

Le fragole sono sopravvissute!

NOTA SULLE IRRORAZIONI FOGLIARI

L’infuso entra dagli stomi quando questi sono aperti (in particolare durante la notte o giornate nuvolose senza vento). Durante le ore soleggiate o in caso di forte vento gli stomi si chiudono per limitare la traspirazione cellulare e prevenire deficit idrici. Le irrorazioni si dovrebbero fare quindi la mattina presto oppure la sera, al tramonto, momento che io preferisco (non si disturbano i pollinatori, meno numerosi durante le ore serali). E’ inoltre preferibile fare irrorazioni dopo una pioggia oppure, durante periodi di siccita’, dopo una annaffiatura, poiche’ aumenta l’assorbimento dell’infuso. 

Nel caso poi di foglie con cuticola “cerosa” occorre vaporizzare l’infuso dal basso verso l’alto, sulla parte inferiore della foglia, dove sono maggiormente concentrati gli stomi.

Bisogna poi irrorare almeno il 70% della superficie fogliare.

 

FAGIOLI e (sospetta) BATTERIOSI

Faccio sempre pre-germinare i semi di fagioli, fave, piselli, zucche, zucchine, per accellerare la germinazione e per controllare la qualita’ delle sementi. Quest’anno la pre-germinazione di alcuni fagioli e’ stata molto difficile. Pensando che fosse dovuta al freddo polare (in casa), quei pochi semi che sono riusciti a venir su’ (una media di 1 su 10) li ho seminati senza pensarci due volte. Mi sono ritrovata, dopo qualche settimana dal trapianto, con sospetta batteriosi su tutti i fagioli, anche quelli di Spagna, che crescevano vicino.

Foglie malate

Non ho chiaramente la certezza che la batteriosi e’ partita da quei semi. Puo’ essere stato anche il compost che ho acquistato, che magari conteneva materiale infetto. In effetti, ho provato a seminare delle sementi locali, che avevano pre-germogliato che era una meraviglia. Risultato? Penoso.

Problemi dovuti al compost

Su internet trovo che le uniche tecniche di lotta sono quelle preventire (grazie mille!). Scovo poi un articolo da una rivista di ricerca agronomica dal promettente titolo ‘Antibacterial activities of essential oils from aromatic and medicinal plants against growth of phytopathogenic bacteria‘.  

Scopro che l’olio essenziale di origano ha dimostrato, in tests in vitro, una ‘attivita’ significativa’ contro, tra altri, il ‘pseudomonas syringae pv. syringae’, ovvero la batteriosi.

Decido quindi di sperimentare con un infuso di origano secco (circa due cucchiai in 700 ml di acqua bollente). Diluito con altrettanta acqua piovana l’ho spruzzato sulle foglie, dopo aver tolte quelle malate.  Tre irrorazioni (sempre e solo la sera) per tre giorni di fila. Pausa di due settimane ed ancora tre irrorazioni.

Non so’ se la batteriosi e’ stata sconfitta. Per il momento le piante si sono riprese, e stanno crescendo molto bene. Non sono comparse foglie malate e sia le nuove che le vecchie foglie hanno acquistato un colore molto piu’ sano …🙂

Questo il prima … ed era la pianta piu’ sana!

Piante di fagioli con sospetta batteriosi

 … il durante …

Fagioli e (sullo sfondo) fagioli di Spagna al 10 giugno, dopo trattamento fogliare

… e solo 4 giorni dopo …

Fagioli al 14 di giugno, dopo trattamento fogliare contro batteriosi

  

FAVE e AFIDI

Ah…le fave e gli afidi. Vanno mano nella mano. Attaccano di norma la parte apicale della pianta, ma non disdegnano anche i fiori ed il gambo. La strategia (quasi sempre vincente) che adotto e’ la seguente:

  1. Alla prima comparsa di afidi procedo a sciacquare le piante con un getto d’acqua. Uso uno spruzzino a mano e sciacquo le foglie affette da afidi a mano, una per una;
  2. Se gli afidi ritornano all’attacco uso un infuso di aglio (1 testa intera, schiacciata o sminuzzata) per 1 litro circa di acqua bollente, usato quando e’ diventato tiepido, irrorato sulle foglie al tramonto, per tre giorni di fila.

A Londra con la cimatura delle piante (effettuata durante la fioritura) prevenivo le infestazioni. E’ un metodo davvero efficace, da mia esperienza, che usavo come prevenzione soprattutto per le semine autunnali.

Per le semine primaverili, invece, non sono mai riuscita a fare la cimatura in tempo, in modo che potesse fungere da prevenzione. Gli afidi sono sempre stati piu’ veloci di me, incluso quest’anno! Forse e’ solo questione di trovare il momento giusto (anticipando la cimatura?). 

Cime di fave

Detto questo, qualche afido e’ sempre tollerato nel mio orto … altrimenti come farebbero a sopravvivere le coccinelle?🙂

Fiori di fava Crimson Flowered

 

CRESCITA RALLENTATA delle PIANTE (causa freddo)

Ogni volta che vedo una pianta faticare a crescere penso immediatamente all’ ortica. L’ortica non dovrebbe mai mancare nell’orto perche’:

  • attira le coccinelle, che si nutrono di afidi;
  • il macerato e’ un utilissimo antiparassitario;
  • e’ un utile ingrediente nel compost;
  • … ed infine e’ ricca di azoto, ferro e sali minerali e quindi stimola la crescita delle piante.

Le proporzioni sono in genere 1Kg di foglie fresche per 10 litri di acqua piovana. Poiche’ pero’ non ho mai la pazienza di pesare le foglie (ne quella di controllare la quantita’ di acqua e la capienza del contenitore), quello che faccio e’ semplice: 

  • riempio un secchio di foglie fresche
  • aggiungo acqua piovana
  • posiziono una pietra sopra le foglie e lascio il tutto per qualche giorno, fino a quando le foglie non iniziano ad ammosciarsi (e quindi stanno immerse da sole, senza l’ausilio della pietra!)
  • tolta la pietra mescolo il macerato piu’ spesso possibile (giornalmente se mi ricordo di farlo).

          

Se lo vogliamo usare come stimolatore della crescita delle piante bisogna aspettare che le foglie siano ben putrefatte. Il macerato fara’ prima una schiuma, poi questa andra’ via ed il liquido diventera’ di colore scuro. A questo punto e’ pronto per essere usato per irrorare il suolo, oppure le foglie delle pianticelle.

Di nuovo le dosi riportate nei vari libri/websites (in rapporto di 1:10 oppure 1:20) non le seguo molto, in tutta onesta’, e, nonostante questo ho sempre avuto effetti positivi. Al momento uso una scatola di pelati da 400gr come misurino: per irrorazioni generali (ovvero come tonico generale da usare direttamente sul suolo) aggiungo 2 barattoli di macerato per annaffiatoio (da 10 litri); per irrorazioni fogliari su piante un po’ ‘lente’ aggiungo 1 barattolo in uno spruzzino da 1 litro.

Di nuovo le regole delle irrorazioni fogliari valgono anche per l’ortica, ovvero uso al tramonto o al mattino presto, soprattutto se c’e’ la rugiada.

Il macerato d’ortica e’ un ottimo fertilizzante vegetale, utilissimo come preparato fogliare. Al contrario del letame di cavallo o, soprattutto, della pollina, non mi ha mai accellerato la crescita delle piante troppo velocemente (il che’ spesso e volentieri attira di conseguenza afidi od altri parassiti).

 

CAVOLO e MOSCA del CAVOLO (Dealia radicum)

Questa e’ la novita’ dell’anno: la mosca del cavolo! Le larve bianche si nutrono penetrando al colletto e scavando gallerie nelle radici. Causano marcescenza, fogliame giallo e morte della pianta.

Questo era un cavolo-rapa …

Rimedi? Una volta che le mosche hanno deposto le uova vicino ai nostri amati cavoli non c’e’ molto da fare. Poiche’ in una stagione ci sono pero’ ben tre generazioni di mosche, non tutto e’ perduto per prevenire danni ai cavoli rimasti. Come?

Per le (nuove) semine dirette di brassiche si puo’ usare una protezione, delle reti a maglie sottili (facendo attenzione che non vi siano mosche intrappolate dentro!).

Per piante che si trapiantano come cavoli, cavolfiori, cavoli-rapa, un metodo un po’ certosino che usano gli inglesi (magari si usa anche in  Italia?) e’ quello di posizionare dei  ‘cabbage collars’ (colletti per cavoli) alla base di ogni pianta. I colletti si possono fare facilmente in casa, ritagliando dei dischetti di cartone di 15 cm di diametro. Sembrano essere molto efficaci.

Normalmente le femmine delle mosche depositano le uova alla base della pianta. Dopo 15 giorni circa nascono le larve, che iniziano a penetrare nel terreno e dentro la radice della pianta. I dischetti fungono da barriera e le larve, non riuscendo ad entrare nel suolo, rimangono esposte al sole e muoiono.

 Colletti per cavoli

Un altro metodo che sembra essere molto efficace, e che usero’ per le piante rimaste, e’ la pacciamatura molto spessa (la mia era sottile).

Ed infine sembra che il decotto di assenzio si puo’ usare per la mosca del cavolo … ma di assenzio – ahime’ – non ne ho!

Con questo e’ tutto. Mi sembra che di cose ne sono successe!🙂

Info sui rimedi naturali per l’orto (macerati, decotti, infusi, ecc.) le potete trovare un po’ dappertutto su internet. Questo e’ un sito carino.

A presto!

6 Risposte to “Diario transilvano: problemi nell’orto e rimedi naturali”

  1. Roberta 15 giugno 2013 a 13:34 #

    Wow che bel lavoro hai fatto! resoconto molto utile e interessante, ora me lo stampo…🙂 Grazie!

    • Laura 18 giugno 2013 a 16:06 #

      Contenta ti sia piaciuto Roberta. Prendilo un po’ come inspirazione, non seguirlo proprio alla lettera. Sono convinta che seguire ricette fisse puo’ talvolta far cadere in errore (o complicarci troppo la vita!) poiche’ le variabili possono essere tante (per esempio temperature esterne elevate possono far diventare un macerato molto piu’ forte). Sperimenta un po’ con ricette e dosaggi tuoi, provando magari prima su una pianta a mo’ di test. A presto!🙂

  2. Guido 19 giugno 2013 a 10:15 #

    Bel post, complimenti! Io invece quest’anno non ho avuto gli afidi sulle fave, per fortuna. Una domanda sui fagioli di Spagna: è normale che alcune piante fioriscano molto presto, quando sono alte appena 20-25 cm, mentre le altre, avviate ad altezze ben maggiori, ancora non sono in fiore? Cosa può significare?

    • Laura 20 giugno 2013 a 15:45 #

      Ciao Guido. Premetto che non sono una esperta ma che questa e’ una mia opinione personale.🙂 Mi sembra che le piante stiano mandando segnali di stress: quelle alte solo 20-25cm mi sembra che siano un po’ troppo piccoline per fiorire, … e per quelle piu’ alte (quanto sono alte esattamente?) potrebbe non essere normale che non abbiano ancora fatto i fiori (e se fa’ troppo caldo potrebbe essere questo il motivo). Da mia esperienza la fioritura e la formazione dei baccelli sono abbastanza sensibili alle temperature esterne ed ai livelli di umidita’.

      Altra cosa. Hai magari dato fertilizzanti? Fertilizzanti troppo ricchi di nitrogeno fanno fare, in generale, molte foglie a scapito dei fiori.

      • Guido 22 giugno 2013 a 13:58 #

        No, non ho dato nessun fertilizzante; penso anch’io che possa dipendere dal caldo; le piante alte arrivano a 60 cm circa e hanno un aspetto molto bello, ma probabilmente è colpa del caldo africano di queste ultime settimane😦 Complimenti per il blog, è una miniera di idee utili🙂

  3. Nicola 3 giugno 2016 a 19:10 #

    Complimentoni mi hai dato grandi idee e soprattutto l utilizzo di foto aiuta molto. .grazie grazie..

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