Diario transilvano: arrivo e prime semine

31 Mar

Sono trascorse due settimane dall’inizio del nostro nuovo progetto transilvano. Non siamo riusciti a fare tutto quello che ci eravamo – ambiziosamente – prefissati. Riscaldare casa e’ stata una priorita’ che ci aspettavamo, ma che non immaginavamo avrebbe impiegato cosi’ tanto le nostre energie. Le temperature glaciali trovate al nostro arrivo ci avevano inizialmente spiazzato: -15C fuori casa e, dopo qualche giorno di camino costantemente acceso, la bellezza di 6-12C dentro casa! Poi tanta tanta riflessione, piani orticoli, di semine, di design, di mini progetti …. soprattutto per fare passare il tempo. Ma alla fine ci volevano queste giornate. Avevamo bisogno di un inizio lento. Ci ha permesso di osservare bene il paesaggio, di scoprire in quali aree la neve si scioglie prima, in quali dopo, dove scorre l’acqua, e di affinare (se non cambiare addirittura) il design iniziale.

ARRIVO

Al nostro arrivo abbiamo avuto sorprese non solo metereologiche. L’80% degli alberelli da frutta e’ stato danneggiato (direi irrimediabilmente) dagli animali (probabilmente conigli selvatici). Abbiamo trovato escrementi di cavalli, di mucche (che avranno banchettato nel nostro praticello di trifoglio) e persino di orso (che avra’ banchettato con la frutta del vicino!). Insomma …. il nostro prato ha funto da un vero e proprio cesso pubblico!! Rafforzare le difese sara’ una priorita’, quindi costruiremo recinti interni e proteggeremo ancora meglio i prossimi alberi.

Ma andiamo con ordine. Questo il paesaggio dei primi giorni …. bellissimo, ma me lo sarei goduto di piu’ intorno Natale!

Paesaggio transilvano

Vista dalla veranda di casa (verso sud-est)

Vista dalla veranda di casa (verso ovest)

I danni agli alberelli

Escrementi di orso (presumibilmente dell’autunno scorso)…. notare l’osso nella foto … chissa’ che male!!

PRIME SEMINE IN CASA

Riscaldata ben bene casa (ci e’ voluta una settimanella visto che abbiamo solo il camino) mi sono dilettata a fare le prime semine. Ho inziato con poche varieta’ e pochi semi, visto che sto’ usando il compost che ho a disposizione  (compost spento di funghi – nota del 15/5: ho scoperto che in italiano si chiama in realta’ ‘composto o substrato esausto da lettiera di fungaia’) in via sperimentale. Ho inoltre pre-germinato i semi di pomodori, di peperoni e di anguria – sistema che sembra funzionare molto bene e che mi ha permesso di tenere al calduccio molti semi in uno spazio ristretto (sopra il camino). Una volta trapiantati questi semi potranno poi crescere a temperature un po’ piu’ basse del normale. Utili si sono rivelati dei contenitori di biscotti (per la pre-germinazione) e dello yogurt (per semine varie). 

Semine in casa

Semine in casa

Semine in casa vicino al camino

Contenitore reciclato per pre-germinazione semi

Contenitore reciclato per pre-germinazione semi

Semi di pomodoro germinati

Ma passiamo ai dettagli. Ho seminato in casa due varieta’ di porri, due di cipolle (sia semi che bulbi), due di barbabietole rosse, di rape, una di broccoli, tre varieta’ di lattughe, due di cavoli estivi, una di cavolo-rapa, il cavolo nero, 20 varieta’ di pomodori, basilico, prezzemolo, menta, origano, menta, anguria (!!  se riusciamo a farla sicuramente andremmo a finire sui giornali!!), una varieta’ di peperone, una di peperoncino, una di fave,  ed infine qualche fiore,  echinacea e pisello odoroso.

Ho trovato utilissimo il tappo della Bic per maneggiare i semi. Questo si che si chiama ‘micro-management’!

Tappo della Bic per seminare

… Ed ora dita incrociate per domani, prima giornata (tempo permettendo) di lavoro sui campi!

Buona Pasqua a tutti !

Uova di Pasqua decorate

9 Risposte to “Diario transilvano: arrivo e prime semine”

  1. Deanna 31 marzo 2013 a 17:04 #

    Che posto meraviglioso, Laura! Mi affascina molto l’idea di questa natura selvatica tanto presente (pure troppo:D?) che qui invece abbiamo decisamente perso :-(…
    E sono contenta di sentirti parlare bene della pre-germinazione:io avevo a suo tempo tentato con i piselli ed i fagiolini con i quali ho sempre grosse difficoltà (…quest’anno sto andando di trapianto e pare vada bene) ma non avevo avuto i risultati sperati…anche in questo caso mi fai venire voglia di ritentare;-)! Bella anche l’idea del tappo bic!

    • Laura 5 aprile 2013 a 17:15 #

      Si, la natura qui si sente, eccome! Riguardo la pre-germinazione, come mai non avevi avuto i risultati sperati? Cosa era successo? Io piselli, fagioli, fave li tengo in ammollo in acqua per qualche ora prima di germinarli. Dopo l’ammollo li metto in una vaschetta trasparente con coperchio – tipo quelle dell’articolo usate per i pomodori – (oppure nelle vaschette che si usano per fare i germogli), con alla base un tovagliolino di carta ben inzuppato d’acqua. In caso di semi grossi (tipo fave) uso un altro tovagliolino bagnato per ricoprirli. Poi chiudo la vaschetta e li tengo in cucina in un angolo luminoso ma lontano dai raggi diretti del sole e li controllo ogni giorno. Se sono nel germogliatore li sciacquo giornalmente. In pochissimi giorni dovresti iniziare a vedere i primi germogli (nell’ordine velocissimi i piselli – ovvero 4 giorni -, seguiti da fave e per ultimi i fagioli … ma credo dipenda anche dalla varieta’ e dalla temperatura dell’ambiente). Puoi anche usare un piatto fondo od un qualsiasi contenitore, metti sul fondo dei tovagliolini di carta e ricopri con carta da cucina trasparente. Anche tu fai cosi?

      Mi e’ capitato solo una volta di aver avuto problemi coi fagioli (muffa). Tutte le altre volte mi e’ andata bene …

  2. cecilia 1 aprile 2013 a 14:50 #

    ciao Laura, che bello risentirti!!
    bellissime le foto di casa piena di vaschette per le semine, mi viene voglia di copiarti, ma poi penso ai miei mici e vedo tutto un altro risultato….
    continua a tenerci aggiornati e buona fortuna!

    • Laura 5 aprile 2013 a 17:18 #

      Si, faresti davvero la gioia dei tuoi mici!🙂
      A presto!

  3. Roberta 30 aprile 2013 a 12:49 #

    Ciao, ho scoperto il tuo bellissimo blog cercando informazioni su delle sementi diverse settimane fa, ed ero curiosa di leggere del tuo nuovo progetto. In attesa di avere altri aggiornamenti bocca al lupo per tutto!🙂

    • Laura 2 maggio 2013 a 10:43 #

      Grazie Roberta per i complimenti!🙂 Gli aggiornamenti arriveranno presto, spero prossima settimana. Purtroppo sono stata impegnatissima a causa di un lavoro (non orticolo). Beh, spero a prestissimo!
      Laura

      • Roberta 3 maggio 2013 a 12:15 #

        Grazie Laura🙂

  4. cecilia 12 maggio 2013 a 18:44 #

    ciao, ho provato a cercare sul web il compost di cui parli (il compost spento di funghi) e ho trovato solo….. il tuo blog!! ^^; secondo il tuo parere, conviene cercarlo? io ho un terreno argilloso terribile, ho bisogno di letame e compost in quantità industriale…..
    Cecilia

    • Laura 15 maggio 2013 a 17:34 #

      Allora, il compost spento di funghi in realta’ in italiano corretto si chiama ‘substrato esausto’ o ‘composto esausto da lettiera di fungaia’. In inglese e’ ‘spent mushroom compost’ (SMC) (scusa … ho fatto una traduzione alla lettera senza controllare bene come si chiama in italiano). In Inghilterra e negli States e’ usato negli orti/giardini, soprattutto per terreni acidi ed argillosi, per migliorarne la struttura. C’e’ chi lo ama e chi ne parla male. Penso dipenda molto dal fornitore e dalla qualita’ del materiale. E’ un sottoprodotto della coltivazione di funghi composto da un materiale fibroso (tipo paglia),letame, gypsum, ed altro (a seconda dell’azienda). Noi lo stiamo usando solo come pacciamatura, in mancanza di meglio. Non saprei (ancora) se raccomandarlo o meno. Sicuramente non va’ bene per la germinazione dei semi in vasetti, usato puro, quindi va’ decisamente mescolato con terra (questo da esperienza personale, anche se mi era stato raccomandato proprio per questo uso dai parenti di mio marito …).

      Su wikipedia ho trovato questo: ‘La coltivazione di questi funghi avviene a partire da scarti lignocellulosici e letami di diversa origine contribuendo al loro smaltimento. Inoltre dal substrato di coltivazione si ottiene un sottoprodotto, il compost, impiegato come ammendante e fertilizzante del suolo.’ ed un sito

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