Lavori autunnali

29 Nov

Ed e’ passato anche questo autunno. Da queste parti arriva il freddo molto prima che in Italia e tanta tantissima pioggia (lo stereotipo del clima londinese, meno la nebbia). Nell’allotment sembra tutto fermo. Anche se e’ questo il periodo per seminare agli, cipolle, fave, verdure orientali e piselli, nei campi, pure nelle rare giornate di sole, si vede poca gente in giro e gli orti sembrano abbandonati a se’ stessi. Le erbacce nei plot dei vicini hanno ormai preso il sopravvento e conquistato ogni centimetro di terra nuda (vedi foto sotto). Il mio orto sembra quasi finto in confronto per quanto e’ immacolato – ed il tutto senza fatica. Mentre i pochi stoici zappano, imprecano contro equiseto, gramigna ed altre erbacce e si spezzano la schiena, io mi vergogno di avere ben poco da fare. Giusto qualche raccolta, gli stagionali controlli della pacciamatura e del suolo e rifare i sentieri. Che devo dire …. evviva l’orto ‘no-dig’!!! Il mio vicino deve aver sofferto cosi’ tanto quest’anno che mi ha ufficialmente comunicato che dalla prossima stagione adottera’ anche lui il metodo no-dig (no-vangatura) usando sentieri fissi, pacciamatura e via dicendo. Mi sta’ persino chiedendo informazioni su come si fa’ l’infuso di aglio contro gli afidi!! Se solo lo conosceste capireste perche’ sono cosi’ meravigliata …. e’ – anzi forse meglio dire era ;) – l’antitesi del coltivatore biologico!

Ecco come si presentano i campi coltivati coi metodi ‘tradizionali’, ovvero con, per esempio, zero o poca pacciamatura ed uso della motozappa (che frammentando le lunghe radici di gramigna ed equiseto li propaga a meraviglia). Questa nostra vicina (nella prima foto sotto) usa un po’ di pacciamatura, ma in uno strato decisamente troppo sottile, non sufficiente ad ostacolare germogliazione e crescita delle piante ‘indesiderate’.

E qui invece si vede la compattazione del suolo, nell’ultimo pezzetto rimasto non vangato davanti al sacco verde. Il nostro vicino si e’ davvero rotto la schiena a sistemare questa area ….

Ma passiamo ai (miei) lavori autunnali. L’autunno e’ la stagione ideale per pianificare l’orto, fare landscaping, rifare o fare nuovi letti, rifare o fare nuovi sentieri, pacciamare la terra, riflettere su cosa ha e non ha funzionato. Allo stesso tempo le raccolte continuano. Ecco cosa abbiamo nell’orto al 21 di novembre, pronti per andare in cucina … insieme a qualche riflessione sulle varieta’ coltivate:

  

  • Le immancabili verdure orientali (Yukina, Sobi, Santoh Pak Choi, Green Boy Pak Choi) che sembrano dei frankenstein: foglie enormi, verdissime, che raccolgo a scalare (le foglie ricrescono, anche se molto lentamente in questo periodo). Le sto’ condividendo con non poche limacce, uccelli ed anche qualche bruco di cavolaia e la loro preferenza per i Pak Choi ed il cavolo cinese Sobi e’ lampante. Ma pazienza …. ce n’e per tutti! Nel mio orto regna la tolleranza (finche’ c’e’ abbondanza!). Il Pak Choi Yukina, con le sue foglie piu’ scure e carnose, sembra essere meno appetitoso per limacce e cavolaia quindi prossimo anno ne seminero’ di piu’! Ed ho appurato anni scorsi che anche Mizuna e Komatsuna non piacciono molto alle limacce.
  • Lattuga Meraviglia delle 4 stagioni, Butterhead Grandpa (favorite dalle limacce) e lattuga Flashy (che le limacce non hanno toccato neanche di striscio). Ho avuto modo di notare moltissime altre volte come le limacce non sembrano amare molto il rosso e le verdure a foglia piccola e frastagliata …. come la lattuga Flashy!
  • Cavolo nero di Toscana a volonta’. L’avete mai provato cucinato insieme alla polenta? Fantastico!!
  • Germogli di piselli (quelli seminati sotto copertura sono fantastici – quelli scoperti oramai ho deciso di lasciarli agli uccelli …. tanto, volenti o nolenti, stanno gia’ facendo piazza pulita!)
  • Pastinaca White Gem. Ho provato a fare una zuppa con della pastinaca comprata al mercato. Risultato? L’ho dovuta buttare da quanto era amara!!! Adesso capisco perche’ qui si dice che la pastinaca dell’orto non ha nulla a che vedere con quella comprata … 
  • Rutabaga Joan, molto buona
  • …. ed ancora erbette, cavolfiore Verde Marchigiano, bieta (autoseminata), ravanelli Mooli, presto anche il ravanello Nero d’Inverno, endivia scarola Batavia, finocchi Mantovano (riuscire a farli crescere qui e’ un piccolo miracolo!), rape Petrowski e Giant Limousin, barbabietole rosse Sanguina e Detroit, porro Lyon, aglio cinese, rucola (autoseminata) e cavolo rapa Superschmelz.

Da conservare abbiamo raccolto in autunno le zucche Buttercup, Burgess Buttercup, Potimarron, Red Kuri ed Hungarian Blue, oltre a tanti fagioli secchi. Si conservano ancora (e bene) anche le mega zucchine. A proposito, avevo promesso una foto. Eccone una (e non e’ la zucchina piu’ grossa questa). La varieta’ si chiama Cocozelle von Tripoli. La buccia e’ chiaramente diventata molto dura (altrimenti non si conserverebbe cosi’ bene) ma, tolta questa, la polpa all’interno e’ con pochi semi, poche fibrosita’, non acquosa, deliziosa e delicata come sapore!

Una nota sui pomodori. Quest’anno mi hanno davvero sorpreso. Non so’ cosa ha funzionato cosi’ bene, se e’ stata la pacciamatura o le innaffiature con la consolida (fatte per la prima volta seriamente quest’anno) o i mattoni messi sotto le piante per creare un micro micro-clima …. o tutto messo insieme …. Fatto sta’ che sono stati produttivi, sono sopravvissuti al tempo iper freddo e pazzo di questa primavera/estate (periodi di siccita’ seguiti da lunghi periodi di pioggia e freddo) ed agli attacchi di peronospora. Abbiamo mangiato gli ultimi pomodori inizi di novembre ed abbiamo fatto pure le conserve quest’anno! E sto’ parlando di pomodori coltivati all’aperto, in Inghilterra, senza fertilizzanti ne’ verde rame o altre sostanze, a parte quelle ‘fatte in casa’ usando materiali a disposizione nell’orto (consolida, ortica, equiseto).

Ecco una foto di una pianta scattata il 4 di ottobre alle 11:45, quando il termometro esterno segnava 14 gradi.

Ma sto’ divagando troppo. Torniamo ai lavori autunnali. In questo periodo controllo i letti ad uno ad uno e decido che azioni correttive necessitano, considerando anche la ‘performance’ che hanno avuto durante l’anno. Alcuni esempi delle mie ‘strategie’.

LIMACCE. Se ci sono state / ci sono tante limacce alzo la pacciamatura e vado alla ricerca delle uova. E’ un lavoro abbastanza veloce perche’ le limacce fanno le uova spesso e volentieri sui bordi del letto ed in mucchi grossarelli. Quindi sposto la pacciamatura e lascio le uova esposte, a disposizione degli uccelli. Anche solo esporre le uova alla luce le dovrebbe distruggere. Le limacce che trovo – e ahime’ lo so’ che rinascero’ limaccia nella prossima vita – finiscono per diventare fertilizzante on-the-spot. L’arma letale sono un paio di forbici …. porette …

CONDIZIONI del SUOLO. Controllo lo stato del suolo sia in termini di struttura che in termini di contenuto di materia organica e di vermi, ragni ed altra vita presente in esso. Il suolo deve risultare bello scuro, soffice, sbricioloso e devo poterne scavare facilmente una manciata a mani nude (ed anche sotto la mia mano il suolo deve risultare un po’ soffice – non compattato). E’ chiaro che tutto questo e’ impossibile da fare se il suolo non e’ stato pacciamato. Quello dei miei vicini e’ duro come il sasso (e per forza, se ci camminano anche sopra!) e persino anche con acqua stagnante! Rabbrividisco oramai quando vedo suolo scoperto ed in quelle condizioni …. Se penso che ci vuole cosi’ poco per rimediare … 

Se il suolo risulta essere un po’ compattato in profondita’ uso la forca (forca da vangare) per arearlo un po’. Aggiungo piu’ pacciamatura e compost se necessario.

(Foto sotto) Questa montagna di zolle di gramigna dopo un anno di riposo sotto copertura e’ pronta. Previa eliminazione delle radici e’ stata distribuita su due letti, gli unici che ho dovuto areare un po’ quest’anno con la forca (su un totale di piu’ di quindici), perche’ si erano compattati un po’ a causa della pacciamatura troppo sottile e delle forti pioggie. I letti li ho tenuti una ventina di giorni scoperti (erano gli inizi di ottobre e faceva anche relativamente calduccio) per far germinare eventuali semi contenuti nel suolo che ho aggiunto. Rilavorati leggermente sono stati alla fine coperti con stallatico e paglia. I semicerchi in bambu’ non sono solo un elemento decorativo ma servono a rendere la vita un po’ piu’ difficile agli uccelli che spesso smuovono la pacciamatura e la fanno andare sui sentieri …🙂

I due letti vangati (il terzo in fondo era ok) ….

 … e pronti per il riposo!

Non so’ se servira’ a qualche cosa, ma questi due letti sono stati anche quelli colpiti dalla peronospora (avevo piantato i pomodori) quindi ho pensato che aggiungere del suolo ‘sano’, senza spore, magari aiuta un pochetto a ristabilire un equilibrio …. Irrorare sul suolo un macerato di equiseto sarebbe stato perfetto, solo che non ne ho. Sara’ tra le cose da fare in primavera.

DESIGN e SENTIERI. Cerco di perfezionare il design di anno in anno e di correggere eventuali errori. Per esempio quest’anno ridurro’ la larghezza di un letto perche’ raggiungere il centro per fare le raccolta a scalare di verdure (quindi una foglia alla volta) non e’ stato molto comodo. Ho stabilito che la larghezza ideale per il mio braccio e’ 1 metro. Tutti i sentieri poi vengono rifatti aggiungendo altro cippato di legno. E’ un lavoro piacevole e che da’ soddisfazioni: sembra tutto cosi’ ‘neat’ … cosi’ pulito alla fine … e tutte le sfumature di verde delle verdure risaltano ancora di piu’!

E voila’! Le piante a fiori e semi sono i ravanelli Munchen Bier al 7 di ottobre  …

(Foto sotto) Qui siamo a meta’ ottobre. Le verdure orientali sono state messe sotto copertura di tessuto-non-tessuto. Non e’ indispensabile farlo, ma la copertura migliora la qualita’ e protegge le piante dagli uccelli, visto che ora iniziano ad essere un po’ meno selettivi e a mangiare tutto cio’ che e’ verde. Il letto che si vede con le assi di legno e’ indubbiamente troppo largo per essere gestito bene. Ancora non sono riuscita a decidermi che forma dargli (troppo stretto per ricavarne due letti lunghi). Probabilmente ne ricavero’ tre-quattro letti corti. Per adesso rimane cosi’. E’ cosi’ pieno di vermi e con una struttura cosi’ perfetta che ho deciso di rimandare i lavori …. Non so’ se la pianta a sinistra, quella vicino all’asse di legno, rende l’idea di quanto sia favolosa: foglie enormi, colore brillante. E’ una verdura orientale – of course.

A proposito, le verdure orientali hanno fama di essere molto ricche di minerali e vitamine, soprattutto quelle a foglia verde scuro come il Komatsuna, particolarmente ricco di calcio, ed il Rosette Pak Choi, che contiene il doppio di minerali degli altri pak choi.

Questo e’ anche il periodo giusto per fare lo sheet-mulching (o orto-lasagna) oppure per sperimentare un po’ con i Hugel. Avevo promesso un articolo su questi cumuli costruiti su una base di legni impregnati di acqua e coperti con concime, materia organica e suolo. Nell’orto lo scorso autunno ne ho costruito uno, fianco a fianco ad un cumulo ‘normale’ (cioe’ senza materiale legnoso alla base). Beh, non ho scritto ancora nulla sul tema perche’ non sono ancora riuscita a capire se il sistema davvero funziona. Il senso del materiale legnoso alla base e’ quello di aumentare la ritenzione idrica nel suolo. Il legno funge un po’ da ‘spugna’. La differenza non e’ stata cosi’ drastica con gli altri letti, forse perche’ qui piove tanto e la pacciamatura che uso di per se’ gia’ equilibria lo stato idrico del suolo. Forse in climi piu’ aridi, con meno precipitazioni primaverili/estive, si puo’ valutare di piu’ se e come funziona. Nel frattempo mi domando come mai tanti ne parlano ma online si vedono poche foto dei risultati ….

E per concludere … non devono mai mancare i fiori nell’orto, in qualsiasi stagione. Finita la raccolta della lavanda e dei semi di nasturzio (da metter sott’aceto ed usare al posto dei capperi), al momento rimane qualche calendula e fiori di ravanello, porro (fiorito precocemente a causa del freddo) e (foto sotto) di aglio cinese, le cui infiorescenze si possono anche mangiare, volendo. Stanno poi facendo timido capolino nuovi fiori di borragine, facelia, senape e Limnanthes douglasii (a sinistra), tutti autoseminati.

A presto!

2 Risposte to “Lavori autunnali”

  1. Gabriele M. 13 gennaio 2013 a 20:00 #

    Tutto ciò è meraviglioso. TI ho scoperta casualmente ieri sera, e ad oggi sono arrivato fin qui nella lettura. Che bellezza, che pace dei sensi, che simbiosi con la terra!

    Come sei fortunata a disporre di trucciolato, paglia e stallatico! Avendo letto anche la tua favorevolissima esperienza, ho deciso di applicare anche io la pacciamatura, avendo estati abbastanza …. torride è dir poco.

    Solo che non saprei proprio dove prendere la paglia, le schegge di legno men che meno, lo stallatico solo a pagarlo. Non sanno che fortuna hanno i tuoi vicini di allotments, ad avere la “pappa pronta” che tu hai sapientemente saputo usare!

    Bellissimo blog! Ho letto qualche post fa che cercavi altri coltivatori di animo simile al tuo… Ecco, io mi sono addentrato nel magico mondo dell’orto biologico grazie alla signora Silvana, che la pensa proprio come te. L’ho amato, il suo blog, e ogni tanto ci torno, a vederlo. Solo che da un paio di anni non si hanno più sue notizie, in quanto l’inquinamento, la presenza sempre più bassa di api e farfalle che le impollinano i fiori, l’utilizzo di pesticidi nei campi intorno a casa sua, e l’impressione che il suo meraviglioso orto non destasse nessun interesse, l’ha spinta a cessare gli aggiornamenti. Eccoti comunque il link
    http://blogortoh.blog.espresso.repubblica.it/blog_orto/archives.html

    Poi c’è un altro prolifico Blog, non so se lo conosci, è lo Skippy’s Vegetable Garden, anche lei una pacciamatrice incallita!
    http://carletongarden.blogspot.it/

    Felice di averti incrociata, ora procedo con le letture!
    Saluti dall’Italia, Gabriele

  2. Laura 14 gennaio 2013 a 16:52 #

    Ciao Gabriele. Grazie dei complimenti e del tuo entusiasmo! Si, avere a disposizione stallatico e cippato/trucciolato e’ una benedizione. I miei vicini li usano, ma con moltissima parsimonia devo dire. Abbondano invece coi fertilizzanti ed erbicidi…. La paglia l’abbiamo invece dovuta comprare (e qui costa cara: 4.5 pounds per balla di 1mx0.45×0.35).

    I links dei blogs che hai mandato sono davvero interessanti, grazie! Non li conoscevo. E’ triste leggere di Silvana. Spero che stia tenendo duro…
    A presto!
    Laura

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