Maggio nell’orto

31 Mag

Dopo una lunghissima assenza dall’orto  – che spiega la lunghissima assenza dalla rete – riprendono i lavori! Sono stata via la bellezza di un mese ed ho dovuto lasciare, a malincuore, l’orto abbandonato a se stesso (sic…sic…). Ho lasciato Londra con siccita’ e temperature piu’ alte del normale (tanto da farmi sperare di coltivare le angurie!!!). Durante la mia assenza invece (da meta’ aprile a meta’ maggio) ha piovuto a dirotto, c’e’ stato il gelo e le temperature sono state prettamente invernali per un intero mese. Addio angurie …..

Il giorno del mio ritorno da una media di 12-14 gradi di massima e 4 di minima siamo passati di botto a 25-26 gradi di massima e 13-15 di minima…… Come e’ andata? Beh, nonostante tutto l’orto si e’ comportato abbastanza bene. Si, lo so’, difficile da credere! Unici a soffrire sono state le semine dirette di carote, barbabietole e cipollette perche’ sono state divorate dalle limacce e le foglie delle patate sono state bruciacchiate dal gelo. Ma a parte questo piselli, lattughe, cavoli, fragole, ribes, alberi da frutta, lamponi, ravanelli, insalate orientali, rape, levistico, erbe … tutto ha resistito sorprendentemente bene. 

Certo, la crescita e’ stata rallentata dalle temperature glaciali ma considerando quanto si lamentano i miei vicini…. C’e’ chi si dice che non avra’ fragole, o pochissimi ribes, ciliegie e prugne quest’anno per via del tardo e prolungatissimo gelo. Noi, se tutto va’ bene (dita incrociate!), non ci possiamo lamentare: avremo la piu’ grande raccolta di fragole, media di ribes, di ciliegie e discreta di prugne e mele. Purtroppo l’uva spina sembra pero’ scarsina. Inoltre ho potuto seminare solo al mio ritorno, quindi piu’ tardi del solito, zucchine, zucche, cetrioli e pannocchie. Grazie ai miei vicini comunque le piante che erano in vasetti in semenzaio (pomodori, barbabietole, peperoncini) si sono salvate.

Ma molto interessanti sono state queste ultime due-tre settimane dopo il mio ritorno. Dopo le pioggie ininterrotte e temperature invernali, il caldo intenso e la mancanza di precipitazioni non hanno aiutato gli orticoltori. C’e’ chi si lamenta che la terra e’ secchissima, ultra compattata, la struttura rovinata ed inoltre che le erbacce stanno crescendo a dismisura. Ed ancora una volta io, grazie al cielo, ho poco da lamentarmi. La mia terra e’ fertile, ricca di vermi, umida, la struttura e’ buona, le piante stanno benissimo, erbe indesiderate ce ne sono cosi’ poche che tra poco dovremmo importarle per fare i nostri macerati. 

Come mai tanta differenza? Beh, io una idea c’e’ l’ho e non mi stanchero’ mai di ripeterlo: pacciamatura – pacciamatura – pacciamatura (che ha protetto dalle pioggie torrenziali, sbalzi di temperatura e mantenuto il suolo umido quando invece faceva caldo)… e lavorare la terra il minimo indispensabile (niente vangature profonde, solo rastrellature superficiali ed al massimo un po’ di aerazioni con la forca, senza alterare gli strati di terra, che sono indispensabili solo laddove ho magari lasciato la terra scoperta). Rabbrividivo quando, sotto il sole cocente, i miei vicini si affrettavano a fare le consuete vangature di inizio stagione. Tutta quella bella terra umida portata alla superficie, a cuocere a 25-27 gradi ….  Altro aspetto chiave e’ il contenuto di materia organica, molto alto nella mia parcella di terra.

Ma bando alle ciancie e passiamo a qualche foto (…. e tenete conto che sono 3 settimane che non piove!!!!)🙂

Questi i lamponi  al 14 di aprile. Notare la struttura ed il carciofo (autoseminato) a sinistra!

E questo due giorni fa’, dopo un ‘trattamento’ foliare con un macerato di ortica ed equiseto (che mi sembra che i lamponi apprezzino visibilmente gia’ dal giorno dopo!).

Sara’ divertente raccogliere lamponi in questa giungla….!

Le fragole al 14 di aprile. Le ho pacciamate a fine marzo con cippato di legno, stufa di fare il lavoro cinese di mettere la paglia sotto i frutti a maggio. Sembra che alle piante sia piaciuto molto! A sinistra, e’ ben visibile una struttura fatta con rami di potature di alberi, dove abbiamo fatto arrampicare i piselli…   

Ed ecco le fragole ora!

… ed i piselli (tra tutto il verde non so’ se si capisce molto!)

Piselli piu’ da vicino…

… con dei fiori magnifici!!! Sono cosi’ decorativi! Altro che i piselli verdi. Si’ho piantato non solo i verdi, ma anche, per la prima volta, dei piselli mangiatutto gialli (mangetout Golden Sweet) ed altri col baccello nero di cui vi sfido a memorizzarne il nome (Ezetha’s Krombek Blauschokker)!

Scovato il primo baccello giallo ….

In primo piano il letto con le patate fatte sotto pacciamatura (le famose patate no-dig), letto seminato in primavera di fave, e le solite fragole e lamponi (che abbiamo anche in altri angoli …)

Il letto con le patate. Queste non sono state danneggiate dal freddo di aprile.

E questo invence l’altro letto che e’ stato danneggiato un pochetto (le foglie morte non si vedono piu’ molto bene). Sullo sfondo, nel letto rialzato, i primi trapianti di fagioli e zucchine. E’ stato qui che le semine di barbabietole, carote e cipollotti sono state divorati in mia assenza… Ai piedi del letto di patate si vedono piante di nigella damascena autoseminate.

Angolo con erbe mediterranee. Sullo sfondo sotto il tunnel ci sono fagioli appena seminati  …

Qualche giorno dopo con struttura per i fagioli sullo sfondo ed il prugno in mezzo ad un chaos di fiori autoseminati e non: facelie, camomilla, bergamotto (che non si vede perche’ sta’ dall’altro lato), lamponi autunnali, fragoline di bosco (autoseminate) ….

Prima pianta di pomodoro trapiantata. Quest’anno ho deciso di fare i pomodori sotto pacciamatura e dare anche trattamenti di macerati. Dovrebbero protteggere le piante dalla peronospora, che ci ha decimato il raccolto l’anno scorso. A quanto pare negli anni precendenti siamo stati fortunati ad avere avuto pomodori perche’ tutti dicono che la peronospora e’ endemica in Inghilterra e consigliano quindi di fare le coltivazioni in serra. Io continuo imperterrita …. anche perche’ la serra non ce l’ho :) La varieta’ sotto dovrebbe essere Principe Borghese (se non ho fatto casino anche quest’anno con le etichette ….)

Insalate Meraviglia delle 4 Stagioni e Cindy in mezzo a giovani porri …

Quest’anno sto’ raccogliendo tutte le insalate col metodo che in inglese si chiama CCA (cut-and-come-again), che consiste in pratica nel fare le raccolte senza ammazzare la pianta cosi’ da permetterle di ricrescere per raccolte successive. In Italia si usa molto ma con verdure o varieta’ prettamente definite ‘da taglio’. Nel libro che ho letto ‘Salad Leaves for all Seasons” scritto da Charles Dowding, questa tecnica viene estesa a tante altre varieta’. Nel caso dell’insalata quindi sto’ raccogliendo solo le foglie esterne. 

   

Questi sotto invece sono i due Huegel (bancali di cui scrivero’ a breve). Ho seminato la parte nord a senape e il lato sud verra’ piantato a zucche. Il rabarbaro che si vede …. non dovrebbe essere li. L’ho tolto questo autunno ma evidentemente non tutto …

Spinaci perpetui e biete che voglio far andare a fiore cosi si autoseminano anche quest’anno🙂

Fave Acquadulce seminate in autunno e sopravvissute all’inverno. Questo letto e’ troppo esposto ai venti e le piante non sono state benissimo.

Letto di facelia autoseminata (un paradiso di api!!) e sullo sfondo collinetta con senape, con tre varieta’ di fagioli ai piedi.

Granoturco in semenzaio …

Limnanthes douglasii (Poached Egg plant) ai piedi di un albero di mele. I fiori attirano api ed insetti benefici, sono carini da vedere e si autoseminano con estrema facilita’.

Uva spina con ai piedi della nigella damascena e cipolle

… ed infine anonimo visitatore in mezzo alle fragoline di bosco ….🙂

 

 

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