Rigenerazione dell’Altopiano del Loess (Cina)

23 Apr

Come ben dice Geoff Lawton, la natura e’ oramai arrivata, in molte zone del pianeta, ad un punto tale di degrado che recupero e rigenerazione sono oramai fattibili solo con il nostro intervento. Non con un intervento qualsiasi, e’ chiaro, ma con un intervento intelligente, spesso complesso e con tante sfaccettature: deve riuscire a motivare la popolazione locale, integrare armoniosamente i bisogni sia dell’uomo che della natura, deve essere veramente sostenibile e nascere da una profonda riflessione e consapevolezza dei (tantissimi) sbagli che l’uomo ha compiuto e che continua, imperturbato, a compiere quando decide di sfruttare – con arroganza ed ignoranza – la natura.

Dobbiamo diventare come le erbacce – “we are the weeds” dice Geoff Lawton -che in natura hanno una funzione ben precisa, ovvero quella di riparare il suolo. E’ infatti questo deve essere ora il nostro compito: quello di riparare il suolo, riparare la terra ed i danni che abbiamo causato. 

Un documentario, girato in Cina nel corso di un decennio, dimostra in maniera spettacolare come se c’e’ volonta’ e determinazione si puo’ arrivare a fare l’impossibile. Siamo nella culla della civilta’ cinese, l’Altopiano del Loess, un tempo area incredibilmente fertile. Si insedia l’uomo, aumentano la ricchezza ed il livello di sofisticazione delle varie dinastie, e di pari passo si assiste ad una progressiva distruzione dell’ambiente, diminuzione delle risorse naturali, distruzione degli equilibri naturali. Segue a ruota degrado sociale e poverta’ delle popolazioni locali. Il progetto di rigenerazione di questa area ha dell’incredibile:  stiamo parlando di ben 35.000 chilometri quadri di terra in condizioni disastrose.   

Unici punti che mi danno un po’ da pensare sono …. beh, un po’ il fatto che il progetto sia stato finanziato dalla Banca Mondiale (clausole?), e soprattutto l’apparente mancanza di un programma di educazione ambientale dei giovani, ovvero di coloro che non hanno vissuto il prima-e-dopo del progetto. E’ vero, i giovani possono finalmente andare a scuola, usare il computer …. ma potrebbero anche presto (e troppo facilmente) dimenticarsi quello che i loro genitori – si spera – hanno vissuto: ovvero che laddove c’e’ degrado ambientale, a ruota segue degrado sociale e poverta’.

Ma vediamo il tutto in chiave positiva ed apprezziamo quanto sono riusciti a compiere! 

Questa e’ la versione lunga del documentario inglese. Si trovano su youtube anche versioni piu’ brevi. Le immagini sono straordinarie! Che lezioni da’ un progetto simile? Oh…tantissime! La lista sarebbe infinita!

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