Design, tecniche di coltivazione e colture (2)

31 Mar

Continua da ‘Design, tecniche di coltivazione e colture (1)

PACCIAMATURA e SEMINE

Le parcelle del nostro orto vengono tenute coperte tutto l’anno da pacciamatura molto alta di paglia e letame di cavallo. Aggiungiamo, se capita, anche resti vegetali dell’orto. La pacciamatura offre numerosissimi vantaggi: riduce l’evaporazione dell’acqua, l’erosione del suolo, e non solo minimizza la perdita di fertilita’ ad opera delle piogge intense ma arricchisce nel contempo la terra, se fatta con materiale organico come nel nostro caso. Importante ricordare che la pacciamatura mantiene le condizioni di umidita’ e temperatura esistenti nel momento in cui questa e’ stata effettuata. Se si ricopre la terra quando e’ fredda e zuppa d’acqua rimarra’ cosi’ a lungo…quindi evitate di iniziare a pacciamare in pieno inverno, per esempio…In primavera la terra pacciamata si riscalda piu’ lentamente. Per le prime semine primaverili la scoperchiamo per qualche giorno e la teniamo coperta con un telo di plastica trasparente, cosi’ da aumentare la temperatura e ridurre nel contempo l’evaporazione (ha piovuto pochissimo questo inverno e la primavera promette zero pioggia!).

Le parcelle vengono scoperte anche in caso di semina diretta in pieno campo, in qualsiasi periodo, e vengono ricoperte con la paglia non appena possibile. Per rallentare l’evaporazione dell’acqua, poiche’ la terra non viene ricoperta immediatamente, seminiamo usando una tecnica molto semplice (molto utile nei climi secchi… ed adottata nel nostro orto perche’ anche qui si inizia a parlare sempre piu’ spesso di siccita’):

  • Si prepara l’area da seminare nella grandezza desiderata formando, a seconda delle preferenze, delle trincee o fossette all’interno delle quali verranno poi posizionate le sementi.
  • Le trincee o fossette devono avere la funzione di trattenere l’acqua il piu’ a lungo possibile, quindi bisogna controllare bene che le pareti riescano a fare da ‘barriera’. 
  • Si bagna la terra prima di posizionare le sementi in esse. Noi usiamo un innaffiatoio, non solo perche’ non abbiamo scelta (…), ma anche perche’ si riesce a controllare bene il getto d’acqua, che deve andare possibilmente solo dentro la trincea e non nelle aree intorno poiche’ useremo la terra che abbiamo sistemato a lato per coprire le sementi.  

 

Solo dopo aver bagnato posizioniamo i semi nella trincea…. 

  • Dopo una buona innaffiatura (la terra deve sembrare quasi fangosa) posizioniamo le sementi e le premeremo leggermente nel suolo bagnato in modo da essere sicuri che siano bene a contatto con la terra.
  • Si ricopre infine con un po’ del suolo asciutto, che fungera’ da isolamento. Finito. Non si riannaffia. E’ un sistema che funziona molto bene ed e’ stato collaudato nel nostro orto infinite volte.

Anche per i trapianti di lattuga, di zucchine (e di tutte quelle altre piante che necessitano tanta acqua) usiamo un ‘sistema’ particolare che sembra ridurre le innaffiature. Lo abbiamo visto per la prima volta in Cina, dove viene usato moltissimo. 

Si trapianta la pianta normalmente. Alla fine si scava, tutt’ intorno ad essa, un cratere profondo 2-3 cm (li chiamiamo ‘crateri’ perche’ dall’alto sembrano i crateri della luna!). Ad ogni innaffiatura l’acqua verra’ indirizzata per la maggior parte in queste fosse, ovvero dove c’e’ bisogno, senza sprechi idrici.

Pianticella di cavolo Duncan trapiantata di recente, con vermone a passeggio (o meglio…traslocato a forza!)

Purtoppo ho solo foto vecchie dei risultati di questo sistema con le insalate (sinistra e sotto). Sono del 2009 (unico anno in cui ho fatto le lattughe anche in semenzaio e non solo direttamente in campo) e ci ha permesso di avere delle mostruosita’ annaffiando solo ogni tanto. Non ho continuato con questo sistema negli anni successivi perche’ ho avuto per anni l’incubo di quelle insalate!! Non finivano piu’!! Ora sono guarita dallo shock e quest’anno lo ripetero!🙂 Lo abbiamo comunque continuato ad usare per altre colture e per la zucchine e’ davvero imbattibile! 

COMPOST

Quando puliamo la terra (a mano) dividiamo tutto in due mucchi: in un mucchio vanno a finire tutti gli scarti che consideriamo sicuri e nell’altro quelli di cui dobbiamo fare piu’ attenzione. Non bruciamo nulla.

Il compost sicuro viene normalmente fatto direttamente su parcelle che pensiamo di tenere a riposo per 1-2 anni. Usiamo resti vegetali (*) insieme a letame di cavallo, paglia e piccole quantita’ di cippato di legno. I semi di piante coltivate vengono tranquillamente inclusi in questo cumulo, mentre le piante indesiderate (erbacce) andate a semi o quelle che si propagano da radici o rizomi, verranno trattate separatamente prima di essere aggiunte.

(*) Non compostiamo gli avanzi della cucina, purtroppo. Lo abbiamo fatto i primi anni, ma alla fine abbiamo dovuto rinunciare. Per raggiungere l’orto, infatti, dobbiamo prendere i mezzi di trasporto pubblici e non siamo riusciti a trovare un sistema di trasporto del materiale ‘adatto’ al trasporto e sufficientemente rispettoso delle narici dei passeggeri.

In questa foto potete vedere un bell’esemplare di Atriplex hortensis rossa andata a semi e messa sopra un compost diretto per favorirne l’autosemina.

 Questi sono invece i cumuli di compost diretto come si presentano alla fine dell’inverno.

La decomposizione del cumulo deve avvenire relativamente velocemente (intorno ad un anno), quindi non vengono inclusi in questi compost grossi pezzi di legna (che impiegano molto piu’ tempo a decomporsi).  Quando e’ maturo o quasi maturo il compost si puo’ spargere sulla superficie dei letti vicini (ricordo ancora che non si vanga!), dove i lombrichi pensaranno ad amalgamarlo nel suolo poco alla volta. Altra opzione che ogni tanto seguiamo, soprattutto se ci serve (prima del previsto…) la parcella dove e’ stato posizionato il compost, e’ quella di spostare l’intero cumulo cosi’ com’e’, compostato o no, su un’altra parcella. 

Con questo sistema di compostaggio (che poco alla volta, col passare degli anni, verra’ effettuato su tutte le parcelle di terra, a rotazione) il suolo che si trova al di sotto del compost beneficera’, durante tutto il processo di decomposizione, non solo del trasferimento dei nutrienti dal cumulo al suolo, ad opera dei vermi e dell’acqua piovana, ma anche del periodo di riposo da coltivazioni piu’ o meno intensive, e dell’effetto pacciamatura. Lo consideriamo una sorta di trattamento ringiovanente e curativo ed il suolo davvero si trasforma in questo modo! Chiaramente, c’e’ anche il beneficio della distribuzione del compost su altre parcelle che va’ ad aumentare la percentuale di materia organica presente.

La materia organica di cui dobbiamo prestare un po’ piu’ di attenzione (piante indesiderate che si potrebbero propagare facilmente anche nel compost, tipo gramigna, convolvolo, romice, equiseto, ecc) puo’ essere resa inattiva ed aggiunta al cumulo sicuro. Per renderle ‘inattive’ usiamo macerare in acqua, per diversi mesi, le piante coi semi e le radici oppure, clima permettendo, mettiamo a seccare le radici al sole.

Questo materiale puo’ anche andare a formare un compost a parte, in un angolo inutilizzato dell’orto, che chiamiamo ‘cumulo in quarantena‘. Se riusciamo ad aggiungere un po’ di terra (per esempio perche’ abbiamo tolto delle zolle di terra con la gramigna), il compost viene coperto ed usato per coltivare ortaggi. Abbiamo fatto patate e zucche in questi mucchi di erbe infestanti e sono venute bene, che dite?

Prosegue con ‘Design, tecniche di coltivazione e colture’ (3), con una lista di cosa abbiamo coltivato nello specifico l’anno scorso e piani per quest’anno!

6 Risposte to “Design, tecniche di coltivazione e colture (2)”

  1. Alessio Muraroli 16 settembre 2012 a 22:18 #

    ciao scusa ti vorrei fare un paio di domande sulla pacciamatura… e sul non vangare l’orto.. meglio se ti do la mail?

    • Laura 17 settembre 2012 a 07:35 #

      Ciao Alessio,
      Ti ho appena mandato una mail.
      Laura

  2. cecilia 23 marzo 2013 a 08:37 #

    ciao laura,
    visto che sono alla primissime armi con un orto volevo chiederti: nel cumulo di quarantena, le zolle di gramigna le mettete sottosopra giusto? e le zucche….. come le piantate? tra le zolle?
    grazie e ancora complimenti siete diventati il mio mito!
    =)

    • Laura 25 marzo 2013 a 09:19 #

      Ciao Cecilia,

      Prima di tutto grazie dei complimenti, sei molto gentile🙂 Riguardo la tua prima domanda, si le zolle di gramigna le avevamo messe sottosopra, abbastanza compattate, in modo da creare un cumulo solido, stabile.

      Le zucche le avevamo trapiantate in cima al cumulo. Ti devi accertare che ci sia abbastanza terra e che le radici quando crescono non incontrino grossi spazi vuoti. Se ci sono spazi tra una zolla e l’altra riempili con del suolo.

      Intorno ad ogni piantina avevamo poi fatto una buchetta/cratere, in modo da far trattenere il piu’ a lungo possible l’acqua.

      Tieni conto che il nostro scopo non era quello di coltivare le zucche, ma di compostare la gramigna. A febbraio avevamo fatto il cumulo tenuto coperto con telo nero. A maggio ci siamo ritrovati con un surplus di pianticelle di zucca, che, non sapendo dove mettere, abbiamo provato (con estremo successo) a coltivare sul cumulo.

      Fammi sapere se ancora non e’ chiaro. Molto dipende anche da come cresce la gramigna dalle tue parti. La nostra cresceva molto compatta, fitta e le zolle si toglievano bene, rimanendo con un bel po’ di terra (fertile) attaccata. Se cosi’ non fosse da te (e se e’ importante coltivare sul cumulo), puoi sempre aggiungere altra materia organica insieme a della terra nel buco dove pianterai le zucche.

      A presto!
      Laura

  3. Manny 1 maggio 2013 a 13:02 #

    Complimenti per l’articolo e per il sito

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