Storie orticole (2008-2011)

26 Ago

E’ ora di presentare il mio orto. In questi quattro anni ho imparato moltissime cose, spesso dopo sbagli piu’ o meno madornali. Sepp Holzer, il coltivatore austriaco con la fattoria di permacultura piu’ grande ed ambiziosa d’europa, dice che – per trovare soluzioni ai problemi che incontra – si immagina al posto della pianta o animale che sia.  Beh, lo faccio anche io, lo ammetto, anche se non sempre mi riesce bene! Sara’ per via dei miei geni italiani. Mi spiego meglio. Mi sono chiesta, l’altro giorno, se – da pianta – mi piacerebbe crescere nel mio orto. Cosi’, in generale. La risposta e’ stata positiva fino a quando non e’ venuta la volta di pomodori, melanzane (che quest’anno hanno contribuito solo al mucchio di compost) e peperoni.  Sapendo come stanno i miei connazionali vegetali in Italia mi e’ sembrata cosa trooooppo triste e misera trovarmi pomodoro a Londra …. soprattutto oggi, con 16 gradi in pieno agosto!

INIZI

Parcella di orto presa nel febbraio del 2008. 200mq di gramigna, ortiche, fantastici rovi di more …. e di rifiuti: resti di tappeti, reti, plastica, vetro, ferro…tutto omaggio dei nostri predecessori. Incredibile quanta ‘monnezza si puo’ produrre pure in un orto… 

Abbiamo diviso l’orto in due e iniziato a lavorare la prima meta’ scavando la gramigna con la vanga e costruendo con l’erba un mega bancale (si vede alle spalle della cassa nella foto sotto), che ora e’ finalmente sotto controllo con fragole di bosco, rafano, issopo officinale, more, diverse varieta’ di menta, origano, maggiorana, finocchio selvatico e diverse varieta’ di timo. La collinetta e’ a forma di L e si affaccia a sud.

(foto sotto) Gli inizi nella primavera del 2008…dopo aver tolto quasi tutta la gramigna e fatto i sentieri con del cippato di legno ed assi di legno temporanee.

Qui sotto si vede il bancale/collinetta (a sinistra) che abbiamo creato con le zolle di terra con la gramigna. Le zolle le abbiamo messe capovolte (con l’erba che rimane sotto, e le radici con la terra sopra) ed abbiamo seminato della senape per dare meno chance alla gramigna di rigermogliare. La senape la usiamo spesso come ‘green manure’ (sovescio).

 

E questo (foto sotto) il risultato. Questo e’ ancora il lato sud, alle spalle di mio marito, a Maggio dello stesso anno (2008).

E qui qualche mese dopo. La senape e’ stata tagliata ed usata per la pacciamatura. Ci sono fagioli e pannocchie e piante ancora piccine di lavanda e rosmarino (ora diventate dei mostri!).

Questo il lato nord della collinetta fotografato nella primavera del 2010, quindi due anni dopo, con ancora lavori in corso. Mio marito sta’ preparando un mini terrazzamento per le fragole di bosco …

E qui qualche mese dopo … e dire che io l’avevo preso in giro per questo lavoro! Come l’ho sottovalutato!!

 

Se dovessi tornare indietro ora forse farei piu’ sheet-mulching, invece che faticare per togliere tutta quella gramigna. Ma ai tempi non conoscevo la tecnica, che ora e’ entrata a far parte nella mia lista di tecniche dell’ orto pigro!

Il mio orto pigro consiste in pratica in far fare alla natura, cercando di guidarla un tantino a mio vantaggio, ma senza scombussolare troppo gli equilibri. Ho imparato a:

  • non vangare la terra – perche’ ci pensano i vermi, le radici delle piante, la pacciamatura ed il ‘green manure’ (sovescio) a migliorarne la struttura;
  • non lasciare mai la terra scoperta ma coprirla con paglia, tagli di erba, di piante, etc., emulando quanto succede in natura. Cosi’ si evitano evaporazione dell’acqua, compressione del terreno, troppi germogli di piante spontanee. C’e’ chi dice che – in questo modo – si usa solo 1/10 dell’acqua per irrigare, ovvero ben 9/10 di risparmio! Fosse anche solo la meta’ c’e’ da fare i salti di gioia, soprattutto col clima caldo che avete in Italia!;
  • non calpestare mai la terra da coltivare, quindi fare sentieri fissi nella fase di design. La terra compattata diventa piu’ acida, diventa terreno per quelle piante riparatrici che non sempre vogliamo …. e deve essere zappata (e noi non vogliamo zappare!);
  • reciclare tutto – ma proprio tutto – cosi da non dover aver bisogno di comprare nulla (o quasi nulla!) e reciclare anche quanto offre la natura: e cosi ortiche ed equiseto diventano macerato anti-fungo e/o fertilizzante, oppure vanno ad aggiungersi, insieme alla gramigna, al mucchio di compostaggio. A questo mucchio aggiungiamo, dopo qualche mese, della terra, acqua, copriamo e trapiantiamo zucche (c’e’ una foto piu’ sotto). ‘Infestanti’ andate a semi vengono anche queste macerate, ma in un secchio separato e per molto piu’ tempo, affinche’ tutti i semi marciscano. Il liquido si usa come fertilizzante o si butta (lo scopo e’ marcire i semi cosicche’ non rigermogliano). Funziona? Sembra di si. Perlomeno mi fa’ vivere quello che gli altri vedono come stress (ovvero le ‘infestanti’) come una risorsa invece che un grattacapo! :-)  Ed il bello che una risorsa lo sono davvero: ho scoperto, da poco, che le ‘infestanti’ sono  piante riparatrici (e molto ricche di minerali) che madre natura fa’ germogliare per far ritornare ad un equilibrio la terra!

Nel 2009 abbiamo poi preso un altro mezzo plot (100mq). Abbiamo pulito subito un’ area e seminato zucche (foto sotto). Il resto dell’orto e’ stato o coperto e messo a riposo o coltivato a patate per ‘rompere’ la terra. Questo plot era completamente invaso da equiseto e gramigna!

La stessa area l’anno successivo. Da sinistra a destra: patate sotto pacciamatura, fave (con qualche facelia qua’ e la’ auto seminata…) e preparativi per i fagioli.

Dallo scorso anno abbiamo iniziato a seminare le patate con un ‘nuovo’ metodo: anziche’ fare la fossetta per metterle una a una sotto terra, le patate vengono semplicemente appoggiate sul suolo e ricoperte di uno spesso strato di materiale organico (paglia, concime, etc.). Nella foto sulla sinistra si vede la pacciamatura. Sono piacevolissime da raccogliere e belle pulite! Piacciono tanto anche alle limacce, devo dire. L’anno scorso siamo stati fortunati, ma quest’anno hanno fatto un bel banchetto! Beh, ci avevano avvisato che adorano le patate Belle de Fontenay! Io non demordo pero’ e vado avanti con questo sistema. Ci saranno pure patate di cui non vanno pazze, no?

Ancora 2010. Due ciliegi piantati nel 2008.

SHEET-MULCHING (l’orto lasagna)

Abbiamo provato la cosidetta tecnica dello ‘sheet-mulching’ per la prima volta nel 2009, con molto successo….non fosse stato per il fatto che abbiamo usato qualcosa di troppo appetitoso per le volpi. Sto’ parlando del Bokashi: rifiuti umidi (verdure, gusci d’uova, te’, ma niente carne, pesce o formaggi) vengono tagliuzzati e posti in un contenitore speciale alternando l’umido con un composto a base di farine cereali. Il tutto fermenta nel giro di qualche mese e diventa ottimo composto per il giardino. Unico neo e’ che – appunto – per le volpi deve essere una sorta di delicatessen (frizzantino)….quindi sono venute una notte ed hanno fatto un casino!!

Per lo sheet-mulching abbiamo, sopra il prato di gramigna, fatto un sandwich nel seguente ordine:

  • Bokashi (sotto il cartone perche’ temavamo attirasse animali…Ah, che ingenui che siamo stati!!)
  • uno strato di cartone
  • annaffiata d’acqua
  • concime animale
  • paglia

Abbiamo lasciato a riposo qualche mese e alla fine e’ venuta una terra cosi’ piena di vermi! Abbiamo dovuto solo ‘pulirla’ un po’ dalle radici di gramigna. Tenendola coperta con la paglia tutta la stagione siamo riusciti a coltivare il pezzetto di terra molto bene e senza fatica l’anno dopo! In teoria si potrebbe piantare da subito (in genere si usano le patate). Fortuna vuole che noi non l’abbiamo fatto…

PIANTE SPONTANEE

Sin dall’inizio ero convinta di non usare nessun prodotto di sintesi e, se nocivi ad insetti benefici, nemmeno quelli derivati da sostanze naturali (tipo piretro, verde rame, etc.), anche se a bassa tossicita’. Questo per non sconvolgere l’ecosistema, per evitare di uccidere i predatori naturali. Quindi nessun prodotto commerciale ne’ tantomeno macchinari per preparare la terra in primavera, che qui invece in molti usano. Le piante spontanee le controlliamo a mano. Dopo qualche anno la differenza e’ davvero notevole rispetto ai nostri vicini, che continuano a dannarsi contro le ‘infestanti’.

Poi un anno sono iniziati a comparire – a sorpresa – fiori che avevamo piantato l’anno precedente (calendule, borragine, facelia, fiordalisi, nigella, camomilla) e, da mucchi di compostaggio che abbiamo usato come terra di bancali, hanno iniziato a fare la comparsa altre piante. Da allora ci accompagnano tutti gli anni, germinando dove vogliono! Anzi, mi sono messa in testa di facilitare questo ‘evento’ il piu’ possibile, quindi cerco di far fare auto semina a fiori e piante di mio gradimento, cosi’ che rimpiazzano quelle che mi stanno un po’ meno simpatiche.

Dappertutto spuntano ora non solo le solite facelie, camomille, borragini e calendule (a non finire!), ma anche – sorprese piacevolissime! – spinaci perpetui, bietola a coste, rucola, coriandolo e verdure orientali. La cosa che mi affascina e’ vedere quanto sane e forti siano le piante spontanee. Mai un problema. La rucola e la bieta sono enormi e cosi’ piene di vita! Mai un afide. Mai un lumacone.

Qui sotto si capisce la quantita’ di fiori spontanei (lavanda a parte)…

E si, e’ diventato un orto un po’ selvaggio…spontaneo…non proprio stile inglese, ma cosi’ pieno di colori, api e altri insetti benefici… E mi da’ cosi tanta soddisfazione raccogliere cibo che non ho fatto nessuno sforzo a seminare o ad innaffiare! Come questa Atriplex hortensis, conosciuta anche come Atreplice degli orti o bietolone rosso. Ottime le foglie nelle zuppe.

Qui peperoncini Hungarian Hot Wax (ancora verdi pero’) con alle spalle della rucola. I peperoncini erano stati trapiantati in un bancale fatto con compostaggio dell’orto. Evidentemente abbiamo compostato anche piante di rucola ..

E infine altre immagini (piu’ o meno in ordine cronologico):

 Fave seminate l’autunno scorso. Sono sopravvissute benissimo a neve e vento. Buonissima raccolta quest’anno!

Fragole protette dai piccioni e uccelli rapaci della zona. Senza protezione finiscono per mangiare solo loro! (e l’ho imparato a mie spese l’anno scorso!). In fondo (si intravedono a malapena) ci sono le piante di ribes nero e a sinistra quelle di lamponi.

Zucche piccine ad inizio di stagione, con struttura di supporto molto fantasiosa (della serie…vediamo che succede..). Alle spalle a sinistra pianta di levistico (usiamo ora solo le foglie seccate – ottime nelle zuppe!).

… e qui stessa area qualche mese dopo. Le zucche sono tante, anche se non si vedono. Quest’anno non le ho fatte andare libere ma le ho indirizzate in diversi modi in modo da occupare meno spazio. Esercizio riuscito, anche se alla fine la parte in alto del supporto non e’ stata utilizzata. Amo questo angolo!!! Nella foto sotto, insieme alle zucche si possono vedere qualche insalata andata a fiore, fagioli di Spagna (quelli coi fiori rossi), molti altri tipi di fagioli (nani e alti), boraggine, biete e la pianta di sedano di montagna a sinistra.

 

Qui c’e’ la combinazione vincente di zucche e diverse varieta’ di fagiolini.

Per prevenire lo oidio(mal bianco), le piante di zucche e zucchine si possono irrorare con un macerato di equiseto e ortica. Io l’ho usato ai primi segni di muffa. Queste zucche erano state attaccate a luglio, causa goji infestati che stavano nelle vicinanze. Ho usato il macerato immediatamente, piu’ volte, e le piante sembrano essersi riprese…. p.s.: le zucche sono state trapiantate nel mucchio di ‘erbacce’ (equiseto, gramigna, radici di altre piante) di cui scrivevo prima, coperto con un telo di plastica e paglia. Sembrano molto felici!

Ancora la combinazione vincente: fagiolini (3-4 varieta’), zucchine e zucche. Che chaos!

Zucchine gialle Gold Rush. Molto produttive. Una pianta ne ha sfornate una ventina (finora!) … La vedete la foglia di rucola (autoseminata) che spunta vicino?

 

In fondo, dietro la pacciamatura: zucche, bietole da costa, orach, calendule e altro con alle spalle un rovo di more.

E piu’ da vicino…

Avevo programmato di seminare un centinaio di varieta’ di piante (tutte da semi biodinamici o biologici). Non tutto e’ andato secondo i piani. Spero di poter scambiare tips e consigli con voi che state leggendo. Da parte mia potro’ dare info su piante o varieta’ un po’ piu’ inusuali, come le verdure orientali, di cui, forse a causa dei miei anni passati in Cina, sono una coltivatrice (e mangiatrice) sfegatata!! ;-)

Altri dettagli orticoli con dei prima e dopo in ‘Design, teniche di coltivazione e colture (1)‘ 

A presto!

26 Risposte to “Storie orticole (2008-2011)”

  1. yoko 29 febbraio 2012 a 19:15 #

    complimenti!!! sei di grande ispirazione! grazie!
    saluti dalla Puglia!

    • laura 1 marzo 2012 a 08:10 #

      Grazie yoko! Ah, quanti bei pomodori potrei coltivare in puglia….:)

  2. biagiodicarlo 29 febbraio 2012 a 21:02 #

    bravissimi

    • laura 1 marzo 2012 a 08:15 #

      Grazie, biagiodicarlo. Abbiamo ancora tanto da imparare, ma quando c’e’ la passione ogni tanto i risultati si vedono🙂

  3. cecilia 17 marzo 2013 a 15:05 #

    Però! complimenti, siete bravissimi! ma siete autodidatti o avete fatto dei corsi? e posso chiedervi se per voi è un lavoro a tempo pieno?
    grazie!

    • Laura 19 marzo 2013 a 17:13 #

      Grazie Cecilia per i complimenti! Siamo autodidatti al 100%. Abbiamo letto molti libri di permacultura e giardinaggio …. e non e’ finita! I libri ancora da studiare sono tanti!! L’orto londinese non e’ stato un lavoro a tempo pieno … anche se di tempo ne abbiamo speso a lavorare. Nella stagione di massima attivita’orticola mi ci recavo (da sola o con mio marito) circa 2-3 volte alla settimana per qualche ora (per tutto il giorno se andavamo nei fine-settimana).🙂

  4. mia 17 marzo 2013 a 16:38 #

    meraviglioso il tuo orto e meravigliosi voi

    • Laura 19 marzo 2013 a 17:14 #

      Grazie Mia! Ma che complimenti che ci fai!!🙂

  5. margherita 21 aprile 2013 a 18:32 #

    Bravissima, anche io a Catania ho un bellissimo orto “permacolto” ma non riesco a tenere un blog delizioso come il tuo. Grazie per la visione che mi hai offerto!

    • Laura 22 aprile 2013 a 10:02 #

      Grazie dei complimenti Margherita. Sarebbe bello poter vedere qualche foto del tuo orto. Perche’ non ne posti qualcuna qui …. oppure hai un blog? E’ bello vedere cosa gli altri fanno in giro e si impara tanto anche osservando …. eppoi e’ un utile esercizio per prendere ispirazione per nuovi progetti, idee… Ti ho convinta?🙂

  6. alberto popi 7 agosto 2014 a 18:53 #

    Veramente un blog bellissimo!!! Ispiratore di tanti progetti….Complimenti Laura e anche al marito, che, senza dubbio formate una bella copia. Ho da chiedervi (se posso) circa le zolle di terra con gramigna messe in cumulo a compostare,questo l’ho capito. che non capisco è dove prelevate la zolla la gramigna continua crescere, come fate per non averla? Io sono tra quelli che ha usato il motocoltivatore e sono invaso di gramigna. Come devo fare?

    • Laura 13 agosto 2014 a 11:53 #

      Caro Alberto,
      Prima di tutto grazie dei complimenti, sei molto gentile🙂
      E si, il motocoltivatore e’ un guaio, buono a breve termine ma nel lungo rende la situazione difficile dal punto di vista delle erbe indesiderate, che si propagano a meraviglia.

      Il sistema delle zolle capovolte e’ ottimo quando si sta’ creando un orto per la prima volta, soprattutto in terra dove l’uomo ha messo poca mano: si ottiene del materiale per creare ottimi bancali rialzati, super fertili e nel contempo si elimina la gramigna … se le radici non sono mai state spezzettate da motocoltivatori, per intenderci. Se invece il suolo e’ stato molto disturbato e’ normale che la gramigna torni poiche’ vi sono pezzi di radici (e semi) in profondita’.

      Quello che farei io se fossi in te:
      – non userei più il motocoltivatore
      – userei una pacciamatura molto spessa
      – prenderei l’abitudine di togliere immediatamente le radici o ciuffi di gramigna non appena li vedo – e decisamente non farei mai andare a semi le piante
      – in primavera proverei a fare una falsa semina, cioe’ preparerei il suolo come se dovessi seminare (senza usare il motocoltivatore) e – dipende un po’ dalle condizioni locali – coprirei con un telo trasparente oppure annaffierei …. cercherei in sostanza di accelerare la crescita delle indesiderate che poi provvederei ad estirpare a mano prima di seminare sul serio
      – proverei a fare dei letti-lasagna, coprendo il suolo con cartone, compost e terra (possibilmente senza semi!), dico ‘proverei’, perché dipende un po’ dalle condizioni climatiche locali e dal tipo di suolo.

      Con un po’ di pazienza ed in un paio di stagioni l’erba crescerà sempre meno rigogliosa. Questo se sei ok, ripeto, a non usare più il motocoltivatore (e magari a non vangare più la terra), a metterti di buon cuore a fare un lavoro da certosino per un paio di stagioni e ad usare la pacciamatura, cosa molto ma molto importante.

      Fammi sapere cosa ne pensi…

      • alberto popi 14 agosto 2014 a 12:30 #

        Grazie Laura ho letto con piacere la tua risposta!!!I Il motocoltivatore è già tre anni che non lo uso. Penso di venderlo. Certo che metterò in pratica i tuoi consigli-insegnamenti-suggerimenti!!!

  7. alberto popi 14 agosto 2014 a 13:25 #

    Laura Scusami, sbadatamente ho fatto partire il commento incompleto, voglio aggiungere: la primavera scorsa ho eretto, con tempo brutto, quattro bancali di 10 m x 1,20 che in primavera prossima li dovrò arieggiare un po, il terreno è compatto. Non ho in progetto di coltivare patate in quanto per il nostro (mia moglie e io) gruppo sanguigno A, le solanacee sono tossiche (dottor Piero Mozzi.) Se non esiste alternativa per tentare di eliminare la gramigna… in tal caso le coltiverò così come mi hai spiegato.
    Ho in progetto di impiantare una asparagiaia, so che pure te hai questo progetto, l’ho letto da qualche parte sul tuo blog. Se avrai tempo aspetto con le mani aperte tuoi CIS (consigli-insegnamenti-suggerimenti) Non è naturale in me la pazienza… ma la vita me lo ha insegnato quindi sono pronto per affrontare i prossimi anni da certosino! Tantissimi grazie ancora Laura.

    • Laura 24 agosto 2014 a 14:32 #

      Caro Alberto,
      L’asparagiaia e’ in programma tra qualche anno, non subito…quindi mi sa’ che dovrai darmi tu dei CIS!!
      A presto e buon lavoro!

  8. alberto popi 15 agosto 2014 a 05:18 #

    Ciao Laura buona giornata! Dimenticavo di chiederti-se non è troppo- come fare in terreno infestato di gramigna seminare erba da fieno per poter pacciamare?
    Grazie Laura, e…. scusami con Stefan per il tempo che ti sottraggo a lui. Buon Ferragosto

    • Laura 24 agosto 2014 a 14:42 #

      Caro Alberto,
      Non so’ se ho capito bene. Il terreno e’ infestato di gramigna, cioè radici spezzettate nel suolo, vero? E vuoi seminare qualche cosa di modo da sopprimere la germinazione della gramigna e nel contempo usare la raccolta per pacciamare. Se e’ così io userei, più che l’erba da fieno, dei sovesci tipo facelia (molto buona ma un po’ sensibile, da mia esperienza, a carenze idriche in fase iniziale), senape (molto buona), veccia (di questa ultima non ho esperienza) e falciarle giovani…. Devi vedere cosa cresce velocemente e facilmente nella tua zona e nel tuo suolo.
      A presto e fammi sapere come va’!

      • alberto popi 25 agosto 2014 a 04:28 #

        Buona giornata Laura, si il terreno è coperto da gramigna con la sua classica e fitta rete di radici. Voglio seminare ciò che mi suggerisci – facelia, senape e veccia- chissà poi dove troverò questi semi, abito a Cusago a 5 km.da Milano nessuno coltiva queste erbe. Ma, come posso preparare il terreno per la semina non usando il motocoltivatore e non vangando? Grazie di tutto.
        Alberto.

  9. Laura 25 agosto 2014 a 04:47 #

    Buon giorno Alberto. Di quanta superficie stiamo parlando?

    • Laura 25 agosto 2014 a 04:54 #

      Altra domanda. Quale e’ l’uso finale del terreno? Vuoi tenerlo solo per produrre materia organica per pacciamare dei bancali situati altrove? Oppure vuoi produrre cibo e pacciamatura insieme, oppure fare rotazione, un anno sovescio e anno dopo orto?

      • alberto popi 25 agosto 2014 a 06:51 #

        Che sollecitudine!!! Grazie Laura. Il mio terreno, è una striscia larga 11 m. all’inizio (ovest) e 12 m. alla fine (est) lungo 350 m. circa. Produrre pacciamatura è importante ( i contadini non vendono volentieri la paglia, serve alle loro stalle) Quindi una parte di terreno è per l’orto, una parte produrre materia organica, poi mi piacerebbe…”la foresta alimentare” Ho letto un solo libro in materia, quello tradotto in Italiano, di Bill Mollison. Purtroppo non conosco l’Inglese per informazioni indispensabili. Non so se ho dimenticato qualche cosa…. Grazie.
        Alberto

      • Laura 27 agosto 2014 a 07:57 #

        Caro Alberto. Hai un bel po’ di terra quindi, che mi sembra vuoi dividere in tre parti: orto, produzione di pacciamatura e foresta alimentare. Tutto e’ al momento a gramigna, vero? (A parte qualche bancale che hai già fatto).

        Ora altre domande.
        – Come vengono usate le terre confinanti con la tua? Che vegetazione cresce? Sono attaccate alla tua o esistono barriere naturali/artificiali?
        – Che suolo hai? A parte la gramigna hai osservato altre piante spontanee che crescono bene sul tuo suolo?
        – Hai gia’ degli alberi / arbusti sulla terra?
        – Hai accesso a macchinari? In quanti lavorate la terra?
        – Come pensi di raccogliere la materia organica da usare come pacciamatura? Ovvero, quanti tagli sei disposto a fare all’anno e come?

        Scusami se sono tante domande, ma servono per capire bene le possibilità che hai.🙂

        A presto!
        Laura

      • alberto popi 1 settembre 2014 a 13:11 #

        Buona giornata a te Laura e a stefan.
        Si! Ho un bel pò di terra!
        Mi sembra anche che il progetto di orto che ho in mente sia ambizioso per me, però progettandolo bene… chissà che col tempo riesca a realizzarlo!
        Per ora sarebbe bene dare precedenza ai bancali e alla materia organica per pacciamarli.
        Il terreno è a gramigna per i primi 150 m. perché ho motozappato parecchio ed è la parte OVEST proprio dove ho iniziato a sostituire le aiuole con i bancali.Gli altri 200 m la vegetazione è mista.

        La I° domanda che mi poni: come vengono usate le terre confinanti la tua? Che vegetazione cresce? Sono attaccate alla tua o esistono barriere naturali/artificiali?

        -Risposta: la parte nord è a pascolo di erba medica e graminacee per bovini e qualche caprino.
        – la parte sud c’è un ortofrutteto e una parte a foraggio di graminacee.

        II° Che vegetazione cresce? Mi sembra di aver risposto sopra.

        III° Sono attaccate alla tua o esistono barriere naturali/artificiali?

        -R: Artificiali, Cinzioni con rete metallica.

        IV°che suolo hai?

        -R: franco, PH 6-6,5. Sabbia(g/k)=492, limo(g/k)=331, argilla(g/k)=177.

        V° Che suolo hai? A parte la gramigna hai osservato altre piante spontanee che crescono bene sul tuo suolo?

        -R: cresce molto bene il tarassaco,camomilla, rovi lungo i confini, pezzetti di terra tappezzati con erba medica, cardo,portulaca, rari plantago.Ci sono parecchie piante a foglia larga con radice a fittone, convolvolo o vilucchio.

        VI° Hai già degli alberi / arbusti sulla terra?

        -R: un noce, due cachi, un nocciolo, tre meli, tre peri, tre susini due de quali diventati selvatici, una amarena, due albicocchi, tre kiwi, tre peschi, uva fragola.
        Raccolgo bene l’uva e in abbondanza, ma gli altri fruttiferi, purtroppo, si ammalano tutti.
        Tre rosa canina

        VII°Hai accesso a macchinari? In quanti lavorate la terra?

        -R: possiedo un tagliaerba a filo (miscela), una pompa per il pozzo e, una a benzina. Sono solo a lavorare il terreno,è per questo che il progetto è molto ambizioso…..

        VIII° Come pensi di raccogliere la materia organica da usare come pacciamatura? Ovvero, quanti tagli sei disposto a fare all’anno e come?

        -R: La raccoglierò a mano, tagliandola col tagliaerba a filo per la quantità necessaria a coprire i bancali. Non so quantificare.

        Grazie Laura, scusatemi, te e tuo marito, per il lavoro che vi do da fare nel rispondermi, ma siete cosi bravi nel pianificare il vostro orto……Anche questo ultimo post è proprio bello!!! Complimenti.

        Alberto.

      • Laura 14 settembre 2014 a 08:02 #

        Buon giorno Alberto! Finalmente ho un po’ di tempo per risponderti … Dunque, questo quello che mi immagino. Dividerei il terreno in tre aree: una con bancali rialzati alti molto fertili (ideale sarebbe se questa zona e’ vicina al pozzo e alla casa/struttura di appoggio, se esistente); una seconda zona con letti ‘convenzionali’ (non rialzati) ed una terza coltivata per produrre materia organica da usare come pacciamatura.

        Bancali alti. Per l’area dei bancali rialzati userei le zolle/terra fertile prese dalla seconda area (‘convenzionale’).

        L’area convenzionale, con i letti bassi. Questa sarà una zona un po’ mista, con letti (a rotazione) coltivati con colture che necessitano di meno fertilità, con letti con compost ‘mobile’ (in modo da ricreare la fertilità ‘rubata’) e, volendo, soprattutto se il lavoro e’ troppo, terrei anche alcuni letti coperti con teli neri permeabili per una stagione intera in modo da sopprimere la crescita delle erbe indesiderate (anche se non sarà molto estetico….) e coltivare più’ facilmente l’anno successivo. Se hai dei polli li terrei in questa zona. Saranno dei lavoratori instancabili!!

        Il compost lo userei ‘mobile’, ovvero sposterei dopo un po’ il cumulo di materia organica non ancora compostata da un letto all’altro. I ‘succhi’ della compostazione avranno aumentato la fertilità del letto sotto ed il numero di vermi ed avranno anche soppresso le erbe indesiderate. In questi letti potrei iniziare a seminare colture un po’ più esigenti in fatto di fertilità. Quindi avrei una zona mista: alcuni letti con cumuli di compost, alcuni ricoperti con telo, altri seminati con piante poco esigenti e ad altri con colture esigenti e seminate fitte. A poco a poco distribuirei il compost nei letti bassi o bancali rialzati che mostrano segnali di ‘stanchezza’.

        L’area per produrre materiale pacciamante. Prenderei in considerazione l’erba medica per questa zona. Si fanno molti tagli all’anno e puoi usare l’erba anche per produrre fertilizzanti naturali (macerati), come si fa’ con l’ortica. Devi pero’ stargli dietro con i tagli.

        Una curiosita’ riguardo gli alberi che hai. Come mai si ammalano? Dove e’ posizionato il noce rispetto agli alberi da frutta e rispetto alle zone che farai? Quanto e’ grande? Questo perché – forse lo saprai già – il noce ha un effetto allelopatico sulle piante/alberi che crescono intorno.

        A presto!
        Laura

      • alberto popi 20 settembre 2014 a 07:26 #

        Grazie Laura, posso ringraziarti solo ora per problemi di connessione a Internet! Adesso per me è il momento di mettere in pratica la tua esperienza che mi hai donato in abbondanza! Per quanto riguarda il noce ha 25 anni è molto grosso, sotto pascolano le galline,quelle piccole che volano(qui da noi le chiamano cinesine) vanno a dormire sui rami del noce,il quale mi da frutti molto buoni, quelli buoni, purtroppo però una metà li produce con il vermiciattolo.
        Immagino che il vostro ortogiardino vi abbia regalato tante soddisfazioni! Che vedremo pubblicate sul blog da bellissime foto e da impagabili commenti!!!
        Grazie.

      • Laura 28 settembre 2014 a 07:37 #

        Grazie Alberto. Fammi sapere come va’!
        A presto.

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