Design, tecniche di coltivazione e colture (1)

25 mar

“Che bello che avete un orto. Quanto e’ grande? Cosa coltivate?”. E’ la domanda di rito che tutti mi fanno quando dico che abbiamo una parcella di terra. E la risposta di rito per tutti, senza eccezioni, e’ una balbettatura iniziale e un vago “…mah, coltiviamo di tutto…”, seguito da una lista mooolto approssimativa. Forse e’ la paura di annoiare il mio interlocutore, che magari non e’ poi cosi’ interessato al giardinaggio, ed ancor meno di sentir parlare di permacultura, non lo so’, … anche se immagino che di curiosita’ ce ne sia tanta visto che l’orto si trova a Londra e che i climi non sono certo mediterranei. E cosi’ ho pensato di scrivere un articolo sul tema, cosi’ da rimandare coloro che sono interessati ad una risposta sensata a queste pagine, viste le mie scarse capacita’ di comunicazione orale! :)

Quindi, dopo l’articolo ‘Storie orticole (2008-2011)‘ eccomi con altri dettagli (divisi in tre parti).

DESIGN

Prima di tutto…una bella veduta aerea dell’ allotment! E’ quell’area in rosso alla sinistra del parco (che in realta’ e’ un campo da golf!). Qui si possono capire le dimensioni dell’area che e’ stata destinata ad orti urbani. Non male, vero?

Abbiamo due parcelle: una 10m x 20m e un’altra (a fianco) di 10m x 10m. Sono quelle in rosso…

L’esposizione e’ aperta e soleggiata. Un piccolo frutteto di alberi di prugne di un nostro vicino confina col lato ovest della parcella piu’ piccola e getta un po’ di ombra pomeridiana (non eccessiva), mentre uno shed (capannetta) di un altro vicino – sul lato sud ahime’ – getta ombra di mattina (e causa gelo in inverno) su un paio di metri quadri. La terra e’ soggetta a venti, spesso forti e gelati, che provengono principalmente da ovest.

Il suolo e’ abbastanza fertile e ben drenato. Non abbiamo mai misurato il pH perche’ non abbiamo mai avuto modo di sospettare che non fosse ‘giusto’. Se poi qualche cosa non cresce bene teniamo quella parcella coperta a riposare per piu’ tempo, oppure facciamo una pacciamatura piu’ spessa o seminiamo un sovescio. Dipende dal problema. Guardiamo la struttura della terra e la quantita’ di vermi e materia organica presente. Per la maggior parte cerchiamo di far fare alla natura, senza intervenire troppo con ‘ingredienti’ esterni.

BANCALI

L’orto e’ diviso in mini parcelle e qualche bancale rialzato. Le dimensioni variano: ci sono bancali di 1.30m x 2m, oppure 1m x 3m. La maggior parte e’ comunque intorno ad 1m x 2m, larghezza che permette di raggiungere col braccio il centro del bancale senza troppo sforzo e lunghezza non troppo esagerata, che non tenta a prendere scorciatoie inappropriate! Come avrete magari gia’ letto in ‘Storie orticole (2008-2011)’, infatti, il suolo non viene assolutamente – per nessuna ragione al mondo! – calpestato, ne’ tantomeno vangato (solo 1 o 2 volte nella fase iniziale di design). Sentieri fissi sono stati creati con del cippato di legno (disponibile gratuitamente nell’allotment).

Le mini-parcelle sono in tutto una ventina, ciascuna identificata, per facilitare le pianificazioni (che io amo tanto fare!), con lettere e numeri (A1, A2, A3, B1, ecc.) oppure con nomi (e li ci siamo divertiti! Per esempio, la parcella con la piu’ alta densita’ di vermi l’abbiamo chiamata ‘Vermont’ :). Sono quasi tutte orientate nord-sud. Solo un Hugel (particolare letto rialzato di cui scrivero’ a breve) e’ sull’asse est-ovest, insieme ad un altro bancale rialzato a fianco.

Altri tipi di bancali e parcelle ….

Usiamo tutte le risorse a disposizione…anche vecchie assi di legno….

… ed il Hugel

Date una occhiata al cippato di legno e letame di cavallo che abbiamo a diposizione gratuitamente nell’allotment. Si, lo so’, siamo fortunati….

LA COLLINETTA mediterranea ….

Le piante perenni, cosi’ come quelle auto-seminate, hanno un posto molto importante nel nostro orto, insieme agli alberi da frutta. Abbiamo cercato di creare diversi microclimi. Uno di questi e’ l’angolo dedicato alle erbe mediterranee. Tutto e’ iniziato col prato di gramigna nel 2008. Quando prendemmo la terra c’era infatti tantissima gramigna, equiseto, immondizia, e rovi di more. Abbiamo iniziato con le zolle di gramigna (tolte usando la vanga…tipo ‘mattoni) mettendole a testa in giu’ (foglie sotto e radici con terra in alto). E cosi’ e’ nata, poco alla volta, la collinetta (lunga 14 metri x 1.5m circa di larghezza, ed alta 1 m), esposta a sud-ovest e a forma di ‘elle’. Date un’ occhiata all’articolo ‘Storie orticole (2008-2011)‘ per vedere altre foto. Dopo 3 anni di semine con sovesci vari (principalmente senape e facelia) per contrastare le ricrescite di erba, possiamo dire di avere oramai 3/4 del ‘mostro’ sotto controllo. Qui si trovano, sul lato esposto a nord:

  • tante fragoline di bosco  
  • qualche consolida maggiore
  • tanto rafano (Armoracia rusticana)
  • due rovi di more

 E nel lato sud e sulla ‘cima’ ….

  • diverse varieta’ di origano
  • diverse varieta’ di timo
  • maggiorana
  • issopo officinale
  • diverse varieta’ di menta
  • finocchio selvatico

… insieme a tanta ortica, preziosa risorsa per fare i nostri macerati e per ospitare le coccinelle, gia’ presenti in grande numero!

Ai piedi della collinetta abbiamo piantato:

  • 2 piante di rosmarino
  • 3 piante di lavanda
  • 4 piante di origano
  • della melissa officinale 
  • 1 pianta di salvia

Questo il panorama agli inizi, nel lontano 2008 (lato sud ed area con rosmarini, lavanda, ed erbe piccine).  

Notate il sentiero col cippato di legno alla destra del vaso capovolto. In questa parte dell’appezzamento non avevo tolto la gramigna per bene (ovvero, col metodo descritto sopra…con la vanga) ma solo estirpato qua e la’ le piante visibili. Risultato?  Guardate sotto. E’ ricresciuta nonostante il cippato. Nel resto del plot i sentieri sono rimasti impeccabili.  Questo lo stesso angolo due anni dopo, nel 2010 … 

E questo l’estate scorsa …. il lato esposto a sud …

L’area con rosmarino, lavanda, salvia e altre erbe visto dalla cima della collinetta, sempre nello stesso anno ….

… e questo un angolo del lato nord, con le fragoline di bosco (in mezzo), il rafano ed ortica (a sinistra) ed un rovo di more (a destra). Potete vedere anche una zucchina sulla cima … si, e’ riuscita a crescere li contro tutte le nostre aspettative!

Con le zolle di terra e gramigna abbiamo costruito anche altre mini-collinette ‘temporanee’, in diversi angoli del nostro orto, che seminiamo subito a facelia ….. La facelia ci piace molto come sovescio: cresce molto velocemente, tollera tutti i tipi di suolo, attira api ed altri insetti benefici, e’ molto decorativa, non necessita’ di cure ed attenzioni. Questi i lavori in corso qualche settimana fa’. Alle spalle della carriola della gramigna prossima al trasloco!

E questa la collinetta coi ‘mattoni’ di gramigna capovolti.

E questo invece un mucchietto creato lo scorso anno, con germinazione di facelia. La facelia cresce proprio su tutto!!

Saranno le ultime collinette. Abbiamo infatti finito, pochi giorni fa’, di pulire le ultime aree di gramigna. Ora e’ tutto pulito pulito, con sentieri e pacciamatura. Di gramigna, se crescera’ qualche cosa, sara’ solo un ciuffetto qua e la’….

Nell’allotment c’e’ chi tiene i sentieri a gramigna. Per me da’ troppo lavoro da fare: bisogna tosarla regolarmente, facendo attenzione che non vada a semi, ed estirparla laddove, come succede spesso e volentieri, invade.

Qualche ‘prima e dopo’. Come era qualche anno fa’ il plot piu’ piccolo (10mx10m), segnato dalla linea rossa e fotografato dalla collinetta.

E questa la stessa area ora, con la nostra nuova ‘casetta’. Sentieri rifatti col cippato e tutto pacciamato.

Questo invece il ‘prima’ e ‘dopo’ di qualche settimana fa’. Abbiamo rifatto il muretto dietro il bancale, tolto la gramigna e fatto i sentieri con il cippato di legno

Altre foto dell’ area (l’ultima rimasta!) che abbiamo pulito. Com’era il mese scorso …

E questo un paio di settimane dopo :)

Se vi state chiedendo cos’e’ quel cerchio fatto coi rami….beh, ho trapiantato il sedano di montagna (levistico) e volevo essere sicura di non andarci a finire sopra :)

Una volta fatti questi lavori, magari consolidati un po’ nella stagione successiva, altro non rimane da fare che pacciamare e seminare ogni anno. La manutenzione dei sentieri e’ minima e le erbe indesiderate che compaiono (raramente) qua e la si estirpano con estrema facilita’. Con i sentieri fissi, la pacciamatura ed evitando di camminare sulle parcelle l’orto diventa davvero a bassa manutenzione. E cosi, mentre i nostri vicini di orto sudano come matti ad estirpare radici, erbacce, e a vangare la terra ogni santo anno, noi passiamo il tempo a fare gli ‘ortisti’, come dice mio marito, ovvero a creare supporti fantasiosi per i piselli o a prendere il sole :)!

I FIORI ….

Importantissimi non solo per attirare, insieme alle erbe aromatiche, le api ed altri insetti benefici, ma anche per impreziosire l’orto, colorarlo e renderlo un po’ paradiso selvaggio!

Non mancano mai camomilla (perenne ed annuale, autoseminata), bergamotto, diverse varieta’ di calendule, facelia, borragine, Limnanthes douglasii , nigella damascena (nella foto).

… E I FRUTTI

Nel lato ovest dell’orto abbiamo delle parcelle con:

  • 10 cespugli di ribes nero (varieta’ Ben Connan, Ben Lomand, Ben Sarek)
  • 4 letti con tante fragole (varieta’ ignote poiche’ ci sono state regalate!)
  • tanti lamponi estivi (come sopra…)

In un altro angolo si trovano:

  • lamponi autunnali (varieta’ Polka, piantati quest’anno)
  • ribes rosso
  • uva spina

Alberi da frutta, piantati alcuni 4 anni fa’, altri quest’anno, sono stati collocati in diversi punti:

  • 3 ciliegi (Stella e Maynard)
  • 1 prugno (Czar)
  • 2 albicocchi (Flavourcot e Hongaarse, piantati quest’anno)
  • 2 meli (Golden Delicious e Braeburn) 

I ciliegi ed il prugno hanno dato delle buone raccolte lo scorso anno. Spero di poter dire altrettanto quest’anno!

Prugno nel 2011 con bergamotto in fiore….stanno cosi’ bene insieme!

Ciliegio Stella nel 2011, protetto con una rete per evitare che gli uccelli facciano piazza pulita …

Continua con alcune tecniche di coltivazione (2) e cosa coltiviamo nello specifico (3)

A presto!

About these ads

2 Risposte to “Design, tecniche di coltivazione e colture (1)”

  1. Loris 19 gennaio 2013 at 11:59 #

    Veramente complimenti, Grandiosi !!
    Stiamo iniziando anche noi il nostro orto collettivo,
    se dovessi aver bisogno di consigli (quasi certamente)
    vi contatteremo per lumi!!

    Grazie ancora

    Loris

    • Laura 19 gennaio 2013 at 12:35 #

      Grazie Loris per i complimenti! Bello che state iniziando il vostro orto collettivo! In bocca al lupo e fatti sentire :)
      Laura

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 99 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: